Meteo
Una medaglia che scaccia quattro anni di incubi
Dominik Fischnaller conquista quel bronzo che a Pyeongchang si era visto portare via per appena due millesimi
PECHINO. Dal buio alla luce ci sono 57 secondi e 420 millesimi: questo il tempo impiegato da Dominik Fischnaller a percorrere la quarta e ultima manche della gara olimpica di slittino maschile, quella che gli è valsa la medaglia di bronzo. Con quella discesa lungo il budello del National Sliding Centre di Pechino Dominik ha cancellato due incubi in una volta sola: quello di quattro anni fa, quando a Pyeongchang solo due millesimi lo tennero giù dal podio olimpico; e quello vissuto da lui e da tutta la squadra azzurra fino a poche ore prima, quando dopo che emersa la positività al Covid del cugino di Dominik, Kevin Fischnaller (che per questo non ha potuto prendere parte alla gara) si è temuto un contagio che avrebbe potuto fermare tutto il team di slittino.
E proprio al cugino è andata la prima delle dediche post gara del 28enne di Maranza, atleta del Gruppo Sportivo Carabinieri: «Ho fatto la medaglia anche per mio cugino. Spero esca presto dal Covid. La dedica va alla mia famiglia ma anche a me stesso. Sono stati quattro anni duri e ci ho creduto. Da terra mi sono rialzato».
La quarta e decisiva manche ha visto confermate le posizioni di testa acquisite fino a quel momento. Dominik Fischnaller, terzo al momento della sua ultima discesa, era chiamato a difendere la sua posizione dal tedesco Loch, sul quale aveva un vantaggio di 148 millesimi. Un vantaggio che nella prima parte della discesa è andato via via riducendosi, facendo temere una nuova Corea, ma nell’ultima parte di gara, quella più veloce, l’atleta altoatesino che fino a quel momento era stato soprattutto attento a non sbagliare la parte più tecnica, ha lasciato andare lo slittino, incrementando addirittura il vantaggio iniziale, arrivando quasi 2 decimi sotto il tempo complessivo di Loch. A quel punto è iniziata la festa nel clan azzurro, mentre il tedesco Johannes Ludwig e l’austriaco Wolfgang Kindl si contendevano l’oro. Peccato per una terza manche non proprio perfetta dell’italiano, altrimenti anche lui avrebbe potuto inserirsi in quella lotta (alla fine a spuntarla è stato il 36enne Ludwig, con quasi un secondo di vantaggio da Fischnaller). Ma l’importante era salire su quel podio, a otto anni di distanza dal bronzo olimpico di Armin Zoeggeler, l’attuale direttore tecnico degli azzurri di cui - in un’ideale staffett- adesso Dominik raccoglie il testimone. E proprio da Zoeggeler è arrivato uno dei giudizi più belli sul Dominik: «Ha tutto il talento e la capacità di un atleta modello, sono certo potrà fare ancora di più». Un bel viatico, anche in vista di Cortina 2026 quando, anche per motivi generazionali, potrebbe presentarsi come l’atleta da battere.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
