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Sole, mare, spiagge e calcio Che sogno le Isole Comore favola della Coppa d’Africa

TOMMASO SILVI
Sole, mare, spiagge e calcio Che sogno le Isole Comore favola della Coppa d’Africa

Da nazionale sconosciuta a rivelazione numero uno del torneo i calciatori sono dei semi-dilettanti e al vertice c’è una donna 

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magie del pallone



Tutta la nazione fa meno abitanti di Milano. Su quella lingua di terra tra l’isola di Madagascar e l’Africa abitano poco più di 800mila persone. Quasi la metà rispetto alla bela Milan. Sole, un mare cristallino, il cocco che si scioglie in bocca. E ora anche una nazionale di calcio “vera”. Guai a chiamarla Cenerentola. La formazione delle Isole Comore fa sul serio. I dubbi si sono dissolti martedì, quando la “Coelacanthe” – la squadra prende il nome dalla specie di pesce che abbonda nel mare che circonda l’isola –, ha vinto la sua prima partita in Coppa d’Africa. All’esordio assoluto nella competizione. Una favola calcistica. Ma c’è di più. Perché il 3-2 al Ghana potrebbe far volare le Comore agli ottavi di finale. Tutto dipende dagli altri risultati nei gironi eliminatori, che si concludono oggi. I ragazzi allenati da Amir Abdou, 49 anni, tecnico comorense con discreti trascorsi da calciatore nelle serie minori francesi, potrebbero essere ripescati tra le migliori terze classificate. A quel punto la favola diventerebbe addirittura leggenda. L’importante, però, per le Comore, è andare avanti a piccoli passi. Sognare, sì. Ma coi piedi per terra.

VITTORIA NELLA STORIA

La Coppa d’Africa 2022 delle Isole Comore era iniziata nell’ombra. Con tanta dignità, ma con zero punti guadagnati. Sconfitta di misura (1-0) col Gabon nella prima giornata del gruppo C. Poi il ko a testa altissima col Marocco dell’ex Inter Hakimi(2-0). Quindi, l’acuto che non ti aspetti. Il volo del bruco che all’improvviso diventa farfalla. Intanto è bene sottolineare che, con la vittoria di martedì, le Comore hanno eliminato il Ghana dalla Coppa d’Africa. I ghanesi non uscivano ai gironi da 16 anni. Le isole sono passate in vantaggio con El Fardou, poi il clamoroso rosso ad Ayew ha sbarrato la strada al Ghana. E così Mogni ha segnato il gol dello 0-2. Tutte le storie belle, però, vivono un momento di paura. Ed è quello che è accaduto alle Comore quando Boakye e Dijku hanno rimontato fino al momentaneo 2-2. Un punto con una delle formazioni storicamente più forti del continente nero poteva già essere una gioia per la banda di mister Abdou. E invece il destino del pallone ha voluto dare una spruzzata di magia. Accade spesso nello sport più seguito al mondo. In cui niente è come sembra. In cui tutto può cambiare in un secondo. A cinque dalla fine della partita le Isole Comore vanno ancora in vantaggio: segna di nuovo Mogni. Delirio. I membri della panchina in campo. Qualcuno addirittura ha gli occhi lucidi.

"QUASI" DILETTANTI

Kanizat Ibrahimè la carica numero uno del calcio nelle Comore. Una donna con carattere e idee. Che ha visto e intrapreso l’unica via per rinforzare la piccola nazionale isolana. Aprendo alla doppia nazionalità. Così, oggi, la squadra è composta da tanti ragazzi con influenze francesi che giocano nei campionati minori europei. Ahmed Mogni, il match winner della sfida col Ghana, gioca nell’Annecy, terza divisione francese. Il giocatore con maggior prestigio della rappresentativa è Ben El Fardou, che milita nella Stella Rossa Belgrado. Massimo torneo serbo. Il terzino sinistro, Said Bakari, è in forza al Waalwijk, Serie A olandese. Faiz Selemani, centrocampista, veste la maglia del Kortrijk, massima serie del Belgio. Non una squadra di dilettanti, ma neppure di calciatori affermati. Sono le piccole Comore. Che hanno già toccato il cielo con un dito. Ma non vogliono fermarsi qui. E puntano al Paradiso. Mare, cocco, spiagge. E ora anche calcio. Sorpresa sì, ma non Cenerentola.

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