Italia
La favola di Alessio Lisci, vendeva prodotti tipici ora allena nella Liga
Da Roma al Levante. Debutto con le big dopo la guida dei pulcini
Quella di Alessio Lisci è davvero una bella favola. Un nome, il suo, fino a poche settimane sconosciuto al grande pubblico, fino a quando è stato nominato allenatore del Levante. Il Levante, colori di maglia rossoblù, è la seconda squadra di Valencia, conosciuta in Italia per essere stata guidata, anni addietro, dall’ex granata Gianni De Biasi. In questa stagione i rossoblu sono partiti con le marce basse, conquistando appena 4 punti nelle 8 prime giornate, andamento lento costato il posto a Paco Lopez, sostituito da Javi Pereira, a sua volta esonerato dopo 7 giornate, condite dal misero bottino di 3 punti.
Morale della favola? Levante dopo 15 giornate triste fanalino di coda, con appena 7 punti all’attivo, a -5 dalla salvezza, cammino da retrocessione annunciata, nonostante le malcelate ambizioni palesate in avvio di stagione. E qua arriva la sorpresa, che è tale fino ad un certo punto; la dirigenza dell’Atletico Levante spiazza tutti, affidando la prima squadra proprio al giovane romano. Una scelta, dicevamo, sorprendente fino ad un certo punto, perché il tecnico italiano è di stanza nella Valencia rossoblu da dieci anni, e stava guidando la seconda squadra del club. Nel 2011, dopo aver terminato uno stage nell’ambito del progetto Leonardo, aveva inviato il suo curriculum a tutte le squadre della Liga, ricevendo due riscontri, da Atletico Madrid – i “Colchoneros” gli offrivano un posto nello staff della compagine di calcio ad 8 – e Levante, come assistente di una squadra giovanile. L’imberbe Lisci, un passato da calciatore dilettante, il top in D con il Guidonia, ed i primi passi da tecnico con i pulcini e gli esordienti della Lazio, accetta la proposta del club valenciano.
Sembrava la classica esperienza per fare curriculum, anche perché lo stipendio non era certa granché, tanto che Alessio per un paio d’anni si è mantenuto lavorando come rappresentante di prodotti alimentari del nostro paese, ed invece la Spagna è diventata il suo paese di adozione. Grazie agli ottimi risultati ottenuti: nella sua esperienza con la “cantera” del Levante, attenzione non del Barca o del Real Madrid, ha portato a casa la bellezza di quattro titoli giovanili, conditi da una semifinale di Copa del Re, con la Juvenil A. Cammino esaltante grazie al quale si è guadagnato, anno dopo anno, la grande considerazione della società.
Materializzatasi poco prima delle feste natalizie, quando c’è stato da sostituire il silurato Javi Pereira, con la promozione alla guida della prima squadra, prima con un incarico ad interim per un paio di partite, in Copa del re contro l’Huracan Melilla ed in Liga contro l’Osasuna, e poi confermato fino alla fine della stagione. Alessio si getta a capofitto nel nuovo incarico, passa le notti a studiare gli avversari divorando decine di DVD, ridisegna l’assetto tattico della sua squadra e l’esordio è dolce, dolcissimo: prima l’8-0 con l’Huracan Melilla, una squadra della Divisione Regional, la sesta serie iberica, quindi lo 0-0 con l’Osasuna all’esordio in Liga. Poi arrivano tre sconfitte consecutive, con Espanyol, nel sentitissimo derby con il Valencia, e Villarreal, con 13 reti al passivo, e la favola sembra già finita. Nel primo turno del nuovo anno, ecco il miracolo, sotto forma della prima vittoria stagionale, dopo la bellezza di 19 tentativi andati a vuoto, avversario il Maiorca. Intendiamoci la salvezza è ancora lontana 7 punti, ma la bella favola di Alessio Lisci può, continuando così, trasformarsi in un autentico miracolo.
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