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Il Granducato a cavallo: dal Caprilli a San Rossore, piccoli segnali di ripresa

carlo abete
Il Granducato a cavallo: dal Caprilli a San Rossore, piccoli segnali di ripresa

L'ippica della Toscana sembra andare in controtendenza e Livorno e Pisa possono a ragione considerarsi delle isole... quasi felici nella desolazione generale

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È ormai diversi anni che l'ippica segna il passo. Già ancor prima del covid tutto il turf aveva mostrato le prime difficoltà e la pandemia non ha fatto altro che accentuarle. Una crisi senza fine: le scommesse ippiche, che negli anni d'oro raccoglievano il novanta e, forse anche, il novantacinque per cento di tutti i denari che venivano giocati in Italia, sono drasticamente calate.

Negli ultimi cinque anni le stime parlano di una contrazione pari al settanta per cento. Senza contare dei proprietari che spariscono, dei pochi cavalli in pista e soprattutto del calo del pubblico negli ippodromi. Alcuni impianti, e parliamo anche di quelli elitari, si sono quasi desertificati e per raccogliere un pò più di gente talvolta si devono inventare qualche mercatino o fiera di paese da ospitare durante le giornate di corse: e pensare che un tempo l'ippica veniva considerata lo sport dei re....... Il trend negativo a parte qualche sparuta eccezione (ci viene in mente Merano e i suoi bellissimi ostacoli, Corridonia e forse anche il trotto cesenate) è ormai dilagante da nord a sud della penisola con diversi ippodromi che stanno mettendo in discussione pure il prosieguo della loro attività, anche in considerazione della riduzione degli stanziamenti prevista per quest'anno.

L'ippica del Granducato sembra andare in controtendenza e Livorno e Pisa possono a ragione considerarsi delle isole...quasi felici nella desolazione generale. Prendiamo per esempio il nostro Caprilli. Quanto abbiamo sofferto nel vederlo chiuso e abbandonato per sei lunghi anni. E poi anche quest'estate, quando sembrava ormai tutto pronto, ma ancora dei bastoni tra le ruote a far slittare la tanto sospirata riapertura. Però quando finalmente l'Ardenza è tornata ad ospitare i galoppatori gli appassionati non si sono fatti pregare. Già in occasione del primissimo convegno, un lunedì come tanti in un grigio pomeriggio novembrino, sembrava di essere in un convegno di gran premio a San Siro o Capannelle. E così pure negli appuntamenti successivi. Livorno ha sempre risposto presente e, nonostante l'introduzione del biglietto di ingresso, tantissime persone hanno invaso i recinti dell'ippodromo. Basti pensare che mercoledì scorso, quando è stata recuperata la Coppa del Mare, al botteghino sono stati strappati oltre tremila biglietti. Silvio Toriello, l'amministratore unico di Sistema Cavallo che da qualche mese ha preso le redini dell'ippodromo, si dice a dir poco entusiasta del successo che hanno avuto queste prime giornate di corse. Ovviamente non si possono fare riscontri numerici col passato, visto che l'ippodromo è stato chiuso per tanto tempo, ma mai si sarebbe potuto immaginare un'affluenza del genere. La targa ricordo ricevuta in dono dal sindaco Luca Salvetti per tutta l'opera fin qui svolta, farà da sprone per riportare il Caprilli ai fasti di un tempo. Appena si concluderà la stagione infatti ripartiranno subito i lavori sia per il rifacilmento di tutto il manto erboso e sia per installare l'impianto di illuminazione per correre in notturna. Ma non finisce qui. Negli intenti di Toriello anche l'apertura del ristorante al centro del "prato" e la riattivazione di due bar, quello situato nella zona segreteria e quello delle scuderie.

E per quando riguarda le scuderie l'idea sarebbe quella di ripristinare molti altri box (una sessantina sono già funzionanti per i cavalli in transito) in modo di far rinascere anche il centro di allenamento che nel passato è stato fucina di grandi trainer. A pochi chilometri di distanza Pisa e l'ippodromo di San Rossore e, se per il calcio e per molte altre discipline sportive si scatenerebbe subito rivalità, per l'ippica si può ben dire che le due realtà possano tranquillamente andare a braccetto. Stessi operatori ippici e medesimi appassionati che gremiscono i due ippodromi. Anche per il Prato degli Escoli gli ultimi anni non sono stati per niente facili. L'attività bene o male non ha subito il lungo stop patito dall'Ardenza ma il covid prima ed il presunto deterioramento della pista poi, hanno messo in seria difficoltà l'Alfea ed il suo bellissimo parco immerso nella natura, tanto che nelle ultime due stagioni la corsa principe, il Premio Pisa, non si è potuta disputare. O meglio, nel 2020 con il "lockdown", è stata posticipata a dicembre, perdendo però di fatto la sua tipicità di prima classica del calendario, la Milano-Sanremo dell'ippica italiana, mentre lo scorso anno è stata costretta a "migrare" in quel delle Cascine a Firenze. Insomma anche Pisa non se l'è passata per niente bene negli ultimi tempi, ed il taglio delle sovvenzioni di certo non la sta aiutando.

Tuttavia il general manager, Emiliano Piccioni, guarda comunque avanti e così San Rossore continuerà a programmare bellissime giornate di corse e, come ormai avviene da molti anni, manterrà sempre un'attenzione del tutto particolare per famiglie e bambini, organizzando serie di eventi che andranno di pari passo con il galoppo. E in questo senso si può certamente dire che l'ippodromo pisano non ha eguali nel resto della geografia ippica italiana. I dati scaturiti da questa prima parte di stagione sono buoni, in considerazione della media italiana per quanto riguarda affluenza di pubblico e gioco, ma sono ancora al di sotto degli standard pre covid. Il calendario per il 2022 comunque è rimasto sostanzialmente invariato. Mancheranno alcuni convegni feriali ma questo non è un male, anzi. Le poche settimane nelle quali non si correrà serviranno per riassestare al meglio il tracciato: a volte ci sarà bisogno di spostare gli steccati. Altre per concimare il manto erboso. Altre ancora per sistemare buche, avvallamenti e quant'altro. Tutti accorgimenti che serviranno per mantenere la pista sempre al top. Nello stesso tempo il calendario di corse si "allungherà" fin dopo la disputa del Premio Pisa, che spesso in passato chiudeva di fatto la stagione agonistica.

Non va poi dimenticato il non lontano ippodromo di Follonica e anche qui qualcosa sta bollendo in pentola....La minuta pista di galoppo nata per così dire sulle ceneri del Caprilli e del Casalone di Grosseto (a proposito voci che rimbalzano dalla Maremma non escludono una possibile riapertura anche dell'impianto della via Aurelia Antica...) potrebbe essere invertita con quella del trotto. Entrambe in sabbia le due piste hanno ampiezza differente: quella per i trottatori è più lunga, 1400 metri contro i 1000 del galoppo, e soprattutto è dotata dell'impianto di illuminazione. Se si riuscisse a realizzare anche questo ambizioso progetto la Toscana diventerebbe indubbiamente la regina del galoppo made in Italy col fiore all'occhiello di un circuito in sabbia di un certo spessore e tre piste in erba, visto che oltre a Livorno e Pisa merita un posto di rilievo anche l'ippodromo fiorentino del Visarno che non va dimenticato è teatro dell'evento più longevo di tutta la storia dello sport italiano: la Corsa dell'Arno.
 

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