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Morata depresso e insicuro Alla Juve mancano i suoi gol
Il centravanti dal ritiro della nazionale spagnola fa una profonda autocritica «Certi giorni non ho voglia di alzarmi dal letto, lavoro per ritrovare la forma»
Alessandro Guerrieri
TORINO. Non è un bel momento per il centravanti della Juventus Alvaro Morata, e non soltanto per le due reti realizzate in questo avvio di campionato, dovute anche ai compiti tattici che gli impartisce Max Allegri, che pure lo difende a spada tratta, ed ai postumi di un infortunio. Il bomber di Madrid ha confessato tutto il suo malessere in una lunga intervista ai colleghi di “El Pais”, dal ritiro della nazionale spagnola: «Ci sono stati momenti in cui quando mi svegliavo non avevo voglia neanche di alzarmi dal letto. Mi sentivo svuotato di energie, una sensazione che mi accompagnava fino a che non vedevo i miei compagni o parlavo con mia moglie. Allora mi tornava la voglia di giocare». Dichiarazioni che fanno chiaramente intendere il momento nero, anche dal punto di vista psicologico, di Morata, amplificato dalla incertezza sul suo futuro; il numero 9, infatti, è a Torino in prestito, e ciò aumenta la pressione: «Quando non sei padrone del tuo destino, aumenta la pressione, e l’unica cosa che puoi fare è lavorare».
Oggi appare difficile che la Vecchia Signora decida di esercitare il diritto di riscatto nei confronti del centravanti, già pattuito in 35 milioni. Una cifra, francamente, troppo elevata, in rapporto al rendimento, non certo scintillante, offerto dallo spagnolo in questo avvio di campionato. Lo dicono le sole due reti realizzate, l’ultima delle quali è lontana quasi due mesi; fa riferimento infatti allo scorso 19 settembre, nell’1-1 casalingo con il Milan. Del resto i numeri sono impietosi; la Juventus finora ha realizzato la miseria di 16 reti in 12 partite, numeri che fanno dell’attacco bianconero il dodicesimo del torneo. Impietoso il raffonto con l’ultima Juve targata Allegri, quella della stagione 2017/18, dopo 12 giornate i gol all’attivo erano più del doppio, addirittura 35. Vero che allora c’era CR7, fantasma che aleggia sulla negativa stagione bianconera e rende ancor più neri i numeri di Morata. Anche nell’ultimo campionato non è che il “punteros” spagnolo avesse iniziato tanto meglio, segnando soltanto, nelle prime 12 gare, una rete in più di adesso, anemia nascosta dai tanti bersagli di Ronaldo. Del resto che Morata sia sì un ottimo attaccante, ma non certo un fuoriclasse lo dicono i numeri della sua carriera: il suo massimo, quanto a gol realizzati, sono i 15 con il Real nella stagione 2016/17, buon bottino ma non certo da “Pichichi”.
E anche le cifre dei suoi tre precedenti campionati con la Juve ci restituiscono l’identikit di un buon attaccante, non di un campione: 26 centri in 95 match, poco più di uno ogni quattro partite.
Allora sorge legittima la domanda, era proprio necessario affidare a lui un attacco fresco reduce dall’addio di Cristiano Ronaldo?
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