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Frase razzista, si cambia ancora Dieci giornate di stop a Marconi
PISA. Il caso Marconi-Obi sembra ormai infinito e ieri è stato scritto un nuovo capitolo. Che condanna di nuovo alla maxi-squalifica di dieci giornate Michele Marconi per la presunta frase razzista rivolta a Obi durante Pisa-Chievo del 22 dicembre scorso.
L'attaccante nativo di Follonica, all'epoca in forza al Pisa e oggi all'Alessandria, dovrà quindi stare fermo almeno fino al mese di dicembre. La decisione è stata presa ieri dalla Corte d'appello federale della Figc nell'udienza tenutasi in videoconferenza dopo il giudizio di rinvio disposto dal Collegio di garanzia dello sport presso il Coni del 31 agosto 2021. Nel dispositivo si legge che la corte federale d'appello «accoglie il reclamo proposto dalla Procura federale per la riforma della decisione del Tribunale federale nazionale (che aveva assolto il giocatore in prima grado, nda) e, per l’effetto, irroga la sanzione della squalifica di 10 giornate effettive di gara al calciatore Michele Marconi». Adesso si attendono le motivazioni della sentenza e Marconi potrebbe fare un nuovo ricorso al collegio di Garanzia del Coni ma intanto dovrà saltare le prossime otto gare di campionato con l'Alessandria visto che due le aveva già scontate la passata stagione quando era ancora al Pisa. La precedente decisione del Collegio di garanzia rimandava il tutto al secondo grado.
Grado in cui Marconi era stato condannato a 10 giornate di squalifica il 5 maggio scorso dopo l’assoluzione del 2 marzo, quando il Tfn aveva respinto il deferimento del procuratore federale che contestava a Marconi di «aver utilizzato parole di contenuto discriminatorio e denigratorio per motivi di razza nei confronti dell’avversario» durante Pisa-Chievo Verona secondo quanto riportato dal comunicato ufficiale dell’8 febbraio scorso. La frase incriminata era: «La rivolta degli schiavi».
Il caso era nato al termine della sfida tra toscani e veneti a colpi di comunicati. Prima quello del Chievo che accusa Marconi e poi quello del Pisa che prendeva le distanze dalle accuse di razzismo. Dopo il secondo grado il Pisa aveva deciso di chiedere una multa al giocatore. «La squalifica – aveva detto l'amministratore delegato Giovanni Corrado – era di un’entità non gestibile, quindi ci siamo rifatti all’accordo collettivo, con richiesta di multa».
Il giocatore era stato poi ceduto all’Alessandria.
Andrea Chiavacci
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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