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Bonato: «I nostri club scelgono giocatori esperti per avere risultati subito»

A. G. ;
Bonato: «I nostri club scelgono giocatori esperti per avere risultati subito»

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Nereo Bonato, un passato da portiere, è uno dei direttori sportivi più apprezzati, tanto da aver ricoperto la carica di ds al Sassuolo, all’Udinese, al Verona e, negli ultimi due anni, alla Cremonese. Da addetto ai lavori, è il personaggio ideale per analizzare l’allergia del nostro calcioper i giovani talenti.

In Italia c’è la tendenza atavica a trascurare i giovani, per quale motivo?

«Varie le cause; la prima è di natura biologica, in quanto i nostri ragazzi maturano fisicamente più tardi dei pari età stranieri, inoltre il nostro campionato è molto tattico, e ciò comporta un tempo di apprendimento maggiore. Non solo, influisce anche la precarietà degli staff tecnici che, essendo sempre a rischio esonero, preferiscono scegliere giocatori esperti».

Da direttore sportivo, è così difficile convincere presidenti e allenatori a investire sui giovani?

«Dipende dalle società; alcune hanno nel lancio dei giovani la propria “mission”. Ci sono altre invece che prediligono i giocatori già pronti, per conseguire risultati immediati. Io mi ritengo fortunato, ho avuto l’opportunità di scoprire e lanciare Berardi, Raspadori, Jorginho e Meret».

Le primavere delle squadre più importanti sono imbottite di stranieri...

«In Primavera c’è il primo setaccio degli scout; le due stagioni in Primavera servono per capire se i ragazzi, stranieri, ma non solo, possono avere un futuro tra i “grandi”. Inoltre c’è l’attività degli agenti che, in quella fascia d’età, propongono tanti giocatori».

Cosa si potrebbe fare per tutelare i nostri ragazzi?

«Sarebbe opportuno riservare uno spazio ai giovani italiani, magari mettendo un vincolo numerico, ma si andrebbe contro varie leggi sul lavoro. Inoltre, bisognerebbe tornare a giocare in spazi aperti, anziché limitarsi a giochi virtuali o a rivolgere tutte le attenzioni ai social».

Dal punto di vista professionale e umano c’è differenza tra italiani e stranieri?

«No, al di là dell’ovvio periodo di ambientamento degli stranieri; io non ho notato grandi differenze».

Qualche nome di giovane italiano dal grande futuro?

«Un primavera per ruolo: il difensore Scalvini dell’Atalanta, il centrocampista Zaleswski della Roma e la punta Da Graca della Juventus».

A. G.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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