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Praga, gli insulti della vergogna il razzismo arriva dai bambini

Praga, gli insulti della vergogna il razzismo arriva dai bambini

Succede durante la partita tra padroni di casa e Rangers di Europa League Nello stadio ammessi solo under 14, che bersagliano di ululati e fischi Kamara

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PRAGA. Doveva essere la festa del riscatto sugli spalti. La partita dove dare la dimostrazione di aver capito la punizione. E, invece, niente. Anzi, peggio. Nello stadio dello Sparta Prega si è consumata un’altra vergogna razzista, ma stavolta ancora più clamorosa: nell’impianto, infatti, erano ammessi solo bambini e adolescenti fino a 14 anni, oltre che i loro accompagnatori. E proprio da loro sono partiti i “buu” verso Glen Kamara, giocatore del Rangers Glasgow con origini in Sierra Leone e passaporto finlandese: durante la partita è stato subissato di ululati, versi di scimmia e di fischi. È stato così per ogni suo intervento.

Lo stadio Letná, casa della Sparta, era chiuso al pubblico proprio per un precedente episodio di discriminazione razziale: ovvero per i cori all’indirizzo di Aurelien Tchouameni, giocatore del Monaco, che aveva affrontato la squadra di Praga lo scorso agosto durante il turno preliminare di Champions League. E allora, in una chiave “educativa”, per l’esordio casalingo dei cechi in Europa League, l’Uefa aveva concesso a circa 10mila giovani studenti la possibilità di assistere al match.

Il risultato è stato, come detto, vergognoso anche se il club di casa prende in qualche modo le distanze sostenendo che «queste accuse di razzismo sono infondate» e che i bambini presenti non c’entrano niente.

Fatto sta che ululati, versi di scimmia e fischi ad ogni tocco di palla hanno praticamente accompagnato la sua partita di Kamara.

Ma perché tanto odio? Forse qui a Praga si ricordavano da un precedente episodio che lo aveva visto protagonista ad aprile contro lo Slavia, altro club della capitale, e per il quale era stato squalificato per dieci giornate il nazionale ceco Ondrej Kudela. O forse perché ai tifosi non era piaciuto il fatto che si fosse inginocchiato, in segno di solidarietà per “Black Lives Matter” prima dell’inizio della partita di ieri. Di sicuro Kamara ha dovuto sopportare di tutto fino al momento in cui è stato espulso per doppia ammonizione e ha lasciato il campo fra gli applausi, ironici, del pubblico.

Da Nyon la Uefa per ora non si è ancora espressa sul bruttissimo episodio e attende il referto arbitrale per prendere una eventuale decisione.

Steven Gerrard, allenatore della squadra scozzese, ha dichiarato che il «suo club si è già mosso presso l’ente calcistico europeo per sollecitare l’apertura di un’indagine sull’accaduto. Rivedendo la partita in televisione, con l’audio, mi ha colpito ciò che è accaduto, in campo non l’avevo percepito in modo così netto. Ne ho parlato con Kamara ma ciò che ci siamo detti rimane tra di noi. Certo qualcosa di più decisivo deve essere fatto per sradicare questo fenomeno. Il club si è già mosso con l’Uefa e credo che prenderanno decisioni al riguardo».

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