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Inter, la versione “italiana” per ritrovare il sorriso

Inter, la versione “italiana” per ritrovare il sorriso

Simone Inzaghi carica l’ambiente dopo la delusione in Champions League Battere il Sassuolo è fondamentale: dopo la sosta un vero ciclo di ferro

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milano. Ritrovare subito il sorriso, archiviare la delusione europea, perché battere il Sassuolo significa tanto per l’Inter. Lo sa benissimo Simone Inzaghi, che alla vigilia della sfida in casa degli emiliani (inizio ore 20, 45), prova a ricaricare l’ambiente prima di una sosta strategica per la sua squadra: alla ripresa, infatti, i nerazzurri saranno chiamati da un ciclo di ferro che li vedrà – nell’arco di n mese – impegnati con Lazio, Juventus, Milan e due volte con lo Sheriff dei miracoli. «Sarà una partita non semplice – attacca il tecnico dell’Inter – la settima in venti giorni. Un po’di fatica fisica e mentale c’è e affrontiamo una squadra che gioca un buonissimo calcio, con ottime individualità. Servirà la vera Inter».

Ovvero la versione italiana della squadra che in coppa fatica così tanto, perché in campionato i nerazzurri mostrano qualità che non riescono ad esportare in Europa. Basti pensare alla voce gol fatti: 20 in sei gare di campionato, zero in 180 minuti di Champions. I motivi? Nessuno in particolare, almeno secondo Inzaghi: «Penso sia frutto dell’episodio. Al miglior attacco in A non dovrebbe succedere, ma può succedere. Col Real Madrid abbiamo tirato 18-19 volte, contro lo Shakhtar nettamente meno ma con occasioni ancora più clamorose».

L’allenatore risponde anche ad una domanda sulla situazione finanziaria del club. «Non sono la persona più adatta – dice l’ex allenatore della Lazio – perché abbiamo un amministratore bravissimo. Il primo obiettivo era mettere in sicurezza il club, penso che il bilancio dell’anno prossimo sarà molto migliore, ma credo che la società abbia fatto un grandissimo lavoro. C’è fiducia per il futuro»

La stessa fiducia che Simone Inzaghi ripone su due giocatori nel mirino delle critiche nell’ultima settimana, ovvero Handanovic e Calhanoglu. Sul portiere dice: «È il capitano e un leader nello spogliatoio. Un grandissimo portiere che per tanti anni farà ancora le fortune dell’Intera». Sull’ex rossonero invece: «Io sono molto soddisfatto di Calhanoglu, abbina qualità e quantità. La panchina iniziale di Kiev non era un riferimento alla partita con l’Atalanta, perché l’ho analizzata il giorno dopo e a me è piaciuto, ha fatto quel che doveva fare. Ho tanti centrocampisti che stanno bene e di volta in volta posso fare scelte diverse».

Resta da fare l’ultimo sforzo prima della sosta, ricordando la partita dello scorso anno: l’Inter vinse 3-0 e fu la svolta, da quel momento in poi la squadra cambiò marcia gettando le basi per lo scudetto arrivato a maggio. Un mese prima i nerazzurri avevano pareggiato in trasferta contro lo Shakhtar 0-0, ai ricorsi storici qualche volta ci si può anche credere.

INTER: Handanovic; Skriniar, De Vrij, Bastoni; Dumfries, Barella, Brozovic, Calhanoglu, Perisic; Lautaro, Correa.

SASSUOLO: Consigli; Muldur, Chiriches, Ferrari, Rogerio; Lopez, Frattesi; Berardi, Djuricic, Boga; Raspadori.

ARBITRO:Pairetto di Nichelino.

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