Tante reti, poca rete. Il calcio in streaming e quella connessione sempre più difficile
Il caso Dazn, l’esperto: i sovraccarichi durante le partite creano disagi è come andare verso il mare: ci sono code e si va piano...
Tante reti, poca rete. Lo spettacolo della Serie A si intravede, per il momento. Con blocchi, totali o parziali, disagi e tantissime proteste: torniamo al satellite, dicono in molti. Ieri mattina, nel corso della seguitissima trasmissione radiofonica della Rai, “Radio anch’io lo sport”, l’opinionista di punta Alberto Cerruti ha ammesso di essersi perso lo storico momento del gol di Daniel Maldini alla Spezia perché Dazn era andata in blocco, e di aver ripiegato quindi sull’amica radio. Qualcuno ipotizza che la Lega Calcio stia pensando a un piano B per riassegnare i diritti televisivi della Serie A, cosa improbabile ma che rende bene l’idea.
Come un’autostrada. Di domenica. Ad agosto. Le auto incolonnate sono i dati che viaggiano sulla rete internet. «È normale che qualcuno rimanga bloccato. Se si sceglie di andare verso il mare, e quindi di guardare una partita di calcio, può darsi che si viaggi particolarmente piano, perché tutti vogliono andare in quella direzione. Se invece si sceglie di navigare in internet, e quindi si punta un’altra destinazione, meno gettonata, il grande flusso ci riguarda, ma solo in parte».
Il mondo della connessione spiegato in parole povere. Semplici. Da uno che lo conosce bene. Massimiliano Baldocchi, esperto di sistemi tecnologici e informatici, dell’azienda Ht&t Consulting, di Pontedera. Con l’avvento della piattaforma Dazn, il calcio di Serie A viaggia sulla rete. E può capitare, specie quando si giocano partite “di cartello”, che la connessione sia a rilento per tutti. Anche per chi non si connette per guardare il pallone.
«Non risultano dei veri e propri blocchi alla connessione, ma ci sono dei disagi. Un sovraccarico. L’Italia – spiega Baldocchi – non ha un sistema infrastrutturale particolarmente all’avanguardia, rispetto ad altri Paesi. Ma siamo in grado di gestire il traffico di utenti senza problemi enormi. Un banco di prova è stato il lockdown, quando il traffico in rete è aumentato del 50% rispetto ai valori tradizionale. Eravamo tutti chiusi in casa, e quindi tutti connessi. In quel periodo l’infrastruttura è stata ammodernata, perché ci si è accorti che un lavoro di “ristrutturazione” era necessario, e in parte è stato fatto».
Ma come funziona il sistema che distribuisce il segnale delle partite attraverso internet?
«Dazn, come altre piattaforme che fanno streaming, ha un sistema di distribuzione del carico. Quando il server si accorge che l’utente non ha una buona connessione – continua Baldocchi –, per permettergli comunque di ricevere il prodotto, nel caso specifico la gara di calcio, abbassa la qualità. Quindi la partita si vede peggio, ma si dovrebbe comunque vedere, tranne alcuni casi che purtroppo si sono verificati in questo primo scorcio di annata calcistica».
Rimangono le lamentele dei tanti utenti Dazn che non riescono a vedere la Serie A in modo chiaro. Il segnale che balbetta, le immagini che si bloccano. La solita storia. Che va avanti, ormai, da diverse settimane.
«Devo ammettere – prosegue l’esperto di sistemi informatici – che mi aspettavo un adattamento più veloce da parte di Dazn. Pensavo che avrebbero impiegato meno tempo a prendere le misure. In questo momento, a differenza di un mese fa, non ci sono disagi enormi, ma alcune problematiche legate alla qualità del segnale restano. E non va bene. Anche perché gli abbonati al servizio pagano. E meritano un trattamento quantomeno dignitoso. È un discorso di risorse. Amazon Prime, per esempio, che da quest’anno trasmette alcune gare delle competizioni europee di calcio, non ha di questi problemi. Perché – spiega – ha maggiori risorse rispetto a Dazn, le ha messe in campo e ha evitato ogni tipo di disagio. Dazn deve ancora assestarsi. Speriamo che lo faccia presto, perché molte persone cominciano a essere veramente arrabbiate».
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