Il Tirreno

Sport

LA PROVA IN LINEA MASCHILE 

Oggi c’è l’inferno dei “muri” 268 chilometri di sofferenza Colbrelli all’assalto dei belgi

Stefano Fiori
Oggi c’è l’inferno dei “muri” 268 chilometri di sofferenza Colbrelli all’assalto dei belgi

3 MINUTI DI LETTURA





Stefano Fiori

Nonostante parte dei media si ostinino ad affermare che il campionato mondiale su strada professionisti, in programma oggi in Belgio, sia il numero cento della serie, la realtà storica e sportiva vuole invece che il primo campione del mondo sia stato il nostro Alfredo Binda, vincitore nel 1927 sul circuito tedesco del Nurburgring. Cento anni possono essere attribuiti al mondiale su strada dei dilettanti, appannaggio nel 1921 di un carneade svedese, Gunnar Skold. Ristabilita una piccola verità storica, diamo un’occhiata a quello che ci attende domenica in questo angolo delle Fiandre “malato” irrimediabilmente di. ..birra e ciclismo. I chilometri previsti sono 268 più 300 metri, su di un tracciato che non sembra affatto agevole con i suoi 2560 metri di dislivello. Dopo il tratto iniziale di circa 50 chilometri pianeggianti, tra Anversa e Leuven, i concorrenti faranno il loro ingresso nel micidiale doppio circuito, uno intitolato a Leuven e l’altro alle Fiandre, da percorrere più volte e si tratterà di una specie di Giro delle Fiandre.....rinforzato, con i suoi 42 muri di lunghezza non superiore agli 800 metri, ma spesso con pendenze attorno al 18%. Il record toccherà all’Overijse Taymansstraat con la punta massima di pendenza al 18, 3%. I favoriti? Ovviamente Van Aert è designato come il favorito numero uno per la conquista della maglia iridata, anche se nel gruppo forse ha troppi nemici. Infatti il vice campione mondiale della crono è un atleta che vuole vincere sempre e al recente Giro d’Inghilterra ha lasciato solo le briciole agli scornati avversari, vincendo quattro tappe su sette e la classifica finale. Nella squadra belga, poi, c’è un separato in casa come l’eterna giovane speranza Remco Evenepoel, criticato aspramente dal grande Eddy Merckx per le condotte di gara spesso individualiste all’eccesso. Evenepoel potrebbe tuttavia contare su molte amicizie – leggasi compagni di squadra nel team Deceuninck Quick Step altrimenti noto come il “Wolfpack” (Branco di lupi) – cioè colleghi di maglia convocati in altre squadre nazionali.

Nascerebbero così alleanze trasversali, ma solo se Remco almeno per una volta scenderà dal piedistallo. Sempre nel Belgio è da non sottovalutare Jasper Stuyven, vera e propria mina vagante insieme al il campione mondiale uscente, il francese Julian Alaphilippe. Da tenere d’occhio pure il team sloveno, con Pogacar che però sembra in fase discendente dopo gli europei, ma con Roglic che può tranquillamente essere messo tra i favoriti assoluti, insieme al connazionale Mohoric. E gli italiani? Colbrelli è in gran forma e sarà giustamente il nostro leader designato, almeno in partenza, ma occhio a Matteo Trentin che ai mondiali si è sempre esaltato, argento sotto il diluvio ad Harrogate due anni fa e che nelle ultime gare disputate e vinte ha dimostrato di possedere una gran gamba. Fiducia per i “veterani” Ulissi e Nizzolo, soldati di mille battaglie e al giovane Bagioli. Agli altri azzurri si chiede di restare a galla il più possibile, prima degli ultimi giri che sicuramente risulteranno come una micidiale corsa a eliminazione.



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web