Il presidio
La prima volta di Bagnaia, Pecco e la Ducati più forti del “rinato” Marc Marquez
Ad Aragona il primo successo nella MotoGp dopo un duello con lo spagnolo Quartararo arriva ottavo e ora il pilota della Rossa sogna di lottare per il mondiale
ARAGONA. Da una parte è la fine di una maledizione che stava per essere un incubo. Dall’altra diventa l’inizio di un sogno perché ora può coltivare la speranza di lottare fino alla fine per il Mondiale. Francesco “Pecco” Bagnaia raccoglie la gloria della sua prima vittoria in carriera nella classe regina e lo fa sulla pista più ostica pennellando una gara capolavoro che premia la sua tenacia e la sua voglia di rivincita. Ad Aragona in sella a una Ducati, che lui stesso ha definito «infuocata» per tutto il weekend, ha tenuto testa per tutta la corsa a un fenomeno come Marc Marquez, tornato ad alti livelli di competitività nonostante l’infortunio alla spalla che continua a tormentarlo.
250ª VITTORIA ITALIANA
Il “vecchio” Marc ha ammesso a fine gara di aver corso al limite. E il suo impegno – culminato in un bellissimo duello finale ruota a ruota – accresce i meriti di Pecco, abile a trattenere le lacrime al termine di una gara quanto mai speciale. Non è per lui solo la prima vittoria in carriera ma anche la 250ª per l’Italia nella 500/MotoGp. Siamo la prima nazione al mondo a tagliare questo traguardo.
LA POLE DIFESA COI DENTI
La speranza che a raggiungerlo potesse essere Bagnaia sulla pista di Aragona era stata coltivata fin dalle qualifiche. Pecco aveva conquistato la pole position con un super tempo (1: 46. 322). E la Ducati ha dimostrato di essere al top: al secondo posto l’altro pilota della rossa, l’australiano Jack Miller. Qualifiche sul velluto, ma gara combattuta dal primo all’ultimo giro. A infuocare la sfida è stato Marquez che, sebbene non al 100%, ha fame, rabbia e classe da vendere. Così, subito dopo il via l’otto volte campione del mondo ha provato in ogni modo a mettere la sua Honda davanti al pilota piemontese.
MARQUEZ INDIAVOLATO
Bagnaia ha risposto con tutta la sua forza e tutto il suo talento. In passato era andato vicino alla vittoria, ma per errori, sfortuna o bravura dei rivali è sempre accaduto qualcosa che la ha fatta svanire. Ieri Pecco ha difeso al meglio la sua pole. Ha avuto sempre la possibilità di parare i colpi. Ha ingaggiato un duello con Marquez che gli è rimasto dietro gli scarichi per tutta la gara. Ha cercato e trovato la giornata giusta per scatenare tutte le sue qualità e, alla fine, liberarsi di un fardello che iniziava a farsi pesante e godersi, superata la bandiera a scacchi, un sogno atteso da troppo tempo.
FINALE RUOTA A RUOTA
Negli ultimi quattro giri il duello si è fatto sempre più acceso. La Ducati di Bagnaia e la Honda di Marquez hanno cominciato una danza di traiettorie disegnate ad alte velocità. Continui sorpassi e contro-sorpassi in cui Pecco ha sempre mantenuto lucidità e freddezza. Anche quando, nel giro finale, è stato superato alla curva 12. Il piemontese però ha tentato di non farsi incrociare all’ultimo tornante. Lo spagnolo ha staccato all’ultimo, ma è andato lungo e l’italiano ha ripreso il comando e ha visto la bandiera a scacchi. I restanti metri sono stati di gloria per Pecco che ricorderà quello di ieri come un 12 settembre da incorniciare che suggella una estate italiana da numeri uno.
A MIR IL TERZO POSTO
Marquez, che veniva da due cadute di fila, si è “dovuto accontentare” di precedere sul traguardo la Suzuki di Joan Mir che, a sua volta, ha piazzato le sue due ruote davanti all’Aprilia, ottima e competitiva, guidata da Aleix Espargaró. Incolore invece la gara di Fabio Quartararo, mai protagonista sul circuito spagnolo. Il francese della Yamaha chiude ottavo ma resta comunque al comando del campionato con un vantaggio di 53 punti sul pilota della Rossa di Borgo Panigale.
ROSSI DA INCUBO
Sprofonda invece Valentino Rossi. Un’altra gara da dimenticare chiusa al penultimo posto dietro all’ex compagno di scuderia Maverick Vinales. È l’altra faccia della medaglia della giornata di ieri: dal sogno rigenerante di Pecco all’incubo del Dottore che si avvia lentamente alla festa di addio.
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