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la scomparsa di “der bomber” 

La morte di Gerd Muller scuote la Germania Un Mondiale e un Europeo da protagonista

La morte di Gerd Muller scuote la Germania Un Mondiale e un Europeo da protagonista

Attestati di affetto e solidarietà da tutto il mondo, e Beckenbauer piange il compagno di tante battaglie vincenti

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monaco. La Germania è in lutto per la morte di Gerd Muller. Il più prolifico attaccante tedesco di tutti i tempi è infatti deceduto nel giorno di Ferragosto a 75 anni, dopo una lunga malattia degenerativa. Non si arrestano i messaggi e le attestazioni di cordoglio un po’ da tutto il mondo sportivo e non solo, che lo riconosce e lo conferma tra gli attaccanti più forti visti all’opera avendo segnato 730 gol in 788 gare in cui ha giocato (media di quasi un gol a partita). Ex compagni, ex avversari, società calcistiche di tutto il mondo si sono uniti in un lungo e ideale abbraccio. Aveva iniziato la lunga carriera nel Nördlingen, squadra della città dove era nato e da dove si è poi congedato con 51 gol in 31 gare chiudendola negli States con il Fort Lauderdale Strikers della Nasl (40 gol in 80 gare).

Ma la sua carriera è caratterizzata dalle 15 stagioni al Bayern Monaco, di cui è stato simbolo, anche se in lui si riconosceva la Germania calcistica per i tantissimi gol segnati non solo con la maglia dei bavaresi ma soprattutto con quella della nazionale tedesca con cui ha vinto un Europeo (1972) e un Mondiale (1974) da protagonista avendo segnato in entrambe le finali. Sono stati 68 in 62 gare le reti con la Germania dell’Ovest e due di queste hanno contribuito ad arricchire di gol e significato la partita del secolo tra Italia e Germania (finita 4-3) a Messico ’70. È ancora suo il record di gol segnati nella Bundesliga, ben 365, ma soprattutto la sua bacheca è piena di successi: a parte Europei e Mondiali, ha vinto tre Coppe dei Campioni, una Coppa delle Coppe e un’Intercontinentale con il Bayern ai tempi del mitico Ajax, oltre a quattro scudetti, altrettante coppe nazionali. E ancora un pallone d’oro (1970) e due scarpe d’oro (1970 e 1972).

«È un giorno triste per chiunque ami lo sport. Quando una stella così brillante come Gerd ci lascia, è impossibile non sentire una stretta al cuore. Lui era un idolo assoluto per chiunque ami il calcio. Muller è stato il leader che ha portato il calcio tedesco. È stato uno dei migliori attaccanti che io abbia mai visto giocare, e un grande essere umano. Il suo nome verrà ricordato per sempre» .

Così Pelé, su Instagram lo ricorda.

«Gerd e io eravamo come fratelli: la notizia era attesa, visto le sue condizioni, ma è per tutti noi un grande choc».

Il dolore della Germania per la morte di Gerd Muller è tutto nelle parole di Franz Beckenbauer, giocatore simbolo della nazionale tedesca di cui Mueller fu il bomber.

Muller arrivò al Bayern nell’estate del 1964 e, insieme a Beckenbauer, diede vita a un’era di successi senza precedenti nel calcio per club tedesco, oltre che con la nazionale, campione d’Europa nel’ 72 e del mondo nel’ 74. «Non brontola più» , titola Die Zeit, uno dei principali quotidiani tedeschi, con un gioco di parole del verbo “mullern” legato anche al carattere dell’attaccante che segnò il gol del momentaneo 3-3 nella partita del secolo contro l’Italia, a Messico ’70. Unanime il coro di dolore su tutti i giornali tedeschi. «Il più grande di tutti – scrive Der Spiegel –. Senza di lui non esisterebbe il Bayern Monaco così come è ora».

«Oggi è un giorno triste e buio per il Bayern e per tutti i suoi tifosi», ha dichiarato il presidente del Bayern, Herbert Hainer.

«Gerd Muller è stato il più grande attaccante che sia mai esistito, una bella persona e un personaggio del calcio mondiale. Siamo tutti uniti in un profondo lutto con sua moglie Uschi e la sua famiglia. L’Fc Bayern Monaco non sarebbe il club che tutti noi amiamo oggi senza Gerd Müller. Il suo nome e il suo ricordo – conclude – vivranno per sempre».

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