Il made in Italy spopola in Europa e fuori
Ancelotti (Real) e De Zerbi (Shakhtar Donetsk) sono le punte di diamante di un movimento che non ha pari
La splendida vittoria degli azzurri agli Europei ha amplificato una tendenza già in atto da diversi anni, quella degli allenatori italiani che vanno a lavorare all’estero, anche senza averlo mai fatto in Italia. Del resto basta scorrere il curriculum di alcuni tra i nostri tecnici più blasonati per capire che la scuola di Coverciano è probabilmente la migliore del mondo. Andando a ritroso nel tempo, infatti, troviamo i trionfi di Giovanni Trapattoni – a cavallo del nuovo millennio il “Giuan” vinse i titoli tedesco (Bayern), portoghese (Benfica) e austriaco (Salisburgo), – di Nevio Scala, una Coppa Intercontinentale con il Borussia Dortmund, – e Albertino Bigon. Ai quali, in tempi più recenti, vanno aggiunti quelli di Marcello Lippi, un’icona del calcio cinese, Alberto Zaccheroni, Claudio Ranieri, Fabio Capello, Luciano Spalletti, Roberto Mancini trionfatore in Premier League con il Manchester City, Antonio Conte e Carlo Ancelotti.
Proprio il tecnico di Reggello è stato protagonista, dopo l’altalenante esperienza con l’Everton, della sorpresa di questa estate, con il ritorno al Real Madrid, già guidato per due stagioni, con la perla della decima Champions League delle “Merengues”. Sarà lui il nostro tecnico più seguito, senza trascurare Roberto De Zerbi, probabilmente il migliore tra quelli della “novelle vague”. Dopo le ottime stagioni con il Sassuolo, l’ex fantasista scuola Milan ha scelto di volare in Ucraina, allo Shakhtar Donetsk, assaggiando così la prima esperienza in Champions.
Tanti gli allenatori che hanno scelto di lavorare ad est, a maggior ragione dopo gli ottimi risultati di Marco Rossi alla guida della nazionale ungherese nei recenti Europei. In Ungheria ci sarà anche il suo ex assistente, Giovanni Costantino, che da questa stagione è il tecnico dell’MTK di Budapest. Nei paesi dell’ormai ex cortina di ferro lavora anche Dario Bonetti; a quasi 60 anni l’ex stopper di Milan, Roma e Juventus negli anni 80-90, siede sulla panchina della Dinamo Bucarest. Per lui è un deja-vu, dopo i successi in Coppa e Supercoppa del 2012. In Turchia invece c’è l’enfant prodige Francesco Farioli, già assistente di De Zerbi al Sassuolo, in estate ad un passo dalla panchina dello Spezia, bravissimo nella scorsa stagione alla guida del Karagumruk. L’isola di Malta ha invece ammaliato Stefano Sanderra, da tre anni all’Hibernian, e Gianluca Atzori, il mese scorso nominato tecnico del Floriana, una delle più prestigiose squadre maltesi.
Destinazioni gettonate sono diventate anche quello che fino a pochi anni fa venivano definite “esotiche”: Cina, Giappone e Arabia Saudita. In terra nipponica è, ormai da anni, di stanza Massimo Ficcadenti, al Nagoya Grampus, la sua terza squadra nel paese del Sol Levante; in Cina troviamo Fabio Cannavaro alla guida del Guangzhou, l’ex squadra di Marcello Lippi, e Fulvio Pea, un passato a Lucca e, come direttore del settore giovanile a Livorno, in B col Nanjing. Angelo Alessio, fino qualche anno fa nello staff di Conte, è addirittura in Indonesia, a Giacarta, mentre Paolo Tramezzani, dopo la bella esperienza in Croazia, con l’Hajduk, ha firmato con gli arabi dell’Al Faisaly; vicino a lui c’è Andrea Stramaccioni, trasferitosi dall’Iran al Qatar, sulla panchina dell’Al Gharafa.
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