Il presidio
Addio Chievo, il Tar lo boccia La fine del miracolo di provincia
Dall’approdo in A alla qualificazione Uefa, gli anni ruggenti di Gigi Del Neri La storica vittoria a San Siro è ormai un ricordo lontano. Il Cosenza torna in B
MILANO. È finita la favola del Chievo: il Tar del Lazio, ieri ha respinto il ricorso contro la decisione del collegio di garanzia del Coni che, a sua volta, aveva confermato la decisione della Covisoc di escludere il club dalla prossima serie B. Sarà ripescato il Cosenza. Si chiude un’era, un periodo che aveva visto una piccola squadra cittadina, espressione di un piccolo borgo della città di Verona, conquistare addirittura i preliminari di Champions League. Una storia con tante meravigliose pagine e tanti protagonisti. Come sono tanti i Chievo da ricordare. Da quello guidato dal giovane Alberto Malesani, capace di vincere il campionato di C e arrivare in serie B, a quello probabilmente più famoso. Al termine della stagione 2001-2002 il Chievo ottiene la qualificazione alla Coppa Uefa da neo-promossa, restando anche in vetta per le prime otto giornate. I veneti sono allenati da un allenatore friulano dalla idee rivoluzionarie, Luigi Delneri e arrivavano da una storica promozione in Serie A grazie al terzo posto raggiunto nella serie cadetta, diventando così l’unica squadra della storia del calcio italiano a raggiungere la massima serie partendo dalla Terza Categoria, un record che tutt’ora appartiene ai gialloblù. Il Chievo in serie A faceva sorridere, nessuno avrebbe pronosticato la salvezza dei veronesi. E invece i primi segnali che non si fosse trattato di una cenerentola senza lieto fine arrivarono fin dalla prima giornata quando i veneti, all’esordio, batterono con un secco 2-0 la Fiorentina, detentrice della Coppa Italia. Fuoco di paglia? Nemmeno per sogno. La marcia dei ragazzi di Delneri fu incredibile. Nelle prime otto giornate il Chievo mise a segno 6 vittorie e un pareggio perdendo solo a Torino con la Juventus per 3-2 dopo essersi trovati in vantaggio di due reti. La squadra perse la vetta alla nona giornata ma rimase stabilmente tra le prime e riprese la prima posizione quando sconfisse l’Inter a San Siro con le reti di Marazzina e Federico Cossato. Nomi che in qualche modo hanno scritto la storia di un calcio romantico, lontano dalle grandi città, dalle luci della ribalta. Luci che ora si sono definitivamente spente, portando con sè il ricordo di una squadra che faceva sognare e divertire. Un sogno che si è trasformato in un vero incubo.
LA FESTA A LUCCA
Lucchese è in serie C. La conferma, in attesa dell’ufficialità, è arrivata nel corso della conferenza stampa di ieri pomeriggio, convocata per le 18 al Porta Elisa, dai dirigenti rossoneri Alessandro Vichi nelle vesti di presidente, Mario Santoro e Bruno Russo. «Un obiettivo centrato che dobbiamo festeggiare, sono stati due mesi e mezzo complicati e dispendiosi dal punto di vista fisico ed economico” ha detto il patron rossonero Vichi. Ma questo è “solo il primo passo – ha aggiunto il presidente pro tempore e amministratore delegato – non sono finite le preoccupazioni, siamo all’inizio del percorso e abbiamo bisogno di tutti». –
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