Il Tirreno

Sport

«tanta amarezza» 

L’allenatore degli anni ruggenti Pillon: «Spero in un miracolo»

A.G

Nel 2005-2006 raggiunse i preliminari della Champions ma fu eliminato ai preliminari «Un sogno, con Sartori tutto funzionava alla perfezione»

2 MINUTI DI LETTURA





C’è tanta amarezza nelle parole di “Bepi” Pillon, uno dei più esperti allenatori del nostro calcio. Fu sotto la sua guida che il Chievo raggiunse, nella stagione 2005/2006, i preliminari di Champions, venendo poi eliminato, tra mille rimpianti, dai bulgari del Levski Sofia. Mister, cosa ha provato alla notizia dell’esclusione dei “Molossi” dalla prossima Serie B ? «Mi ha fatto male al cuore, è la fine di una bella favola del nostro calcio, anche se spero ancora in un miracolo e che il club di Campedelli possa partecipare alla prossima cadetteria. Lo auguro a tutti i simpatizzanti del Chievo ed anche a me stesso, proprio per il bene che voglio a questi colori, guidati per un anno e mezzo raggiungendo traguardi incredibili». Quali ricordi porta con sé ? «Ne ho tantissimi, abbiamo toccato vette che erano difficili solo da pensare; l’anno prima del mio arrivo il Chievo si era salvato al fotofinish, l’obiettivo era la salvezza ma Sartori costruì un ottimo organico. Facemmo un campionato straordinario; eravamo una squadra che andava a mille all’ora, grazie all’innata cultura del lavoro ed una ottima organizzazione, e conquistammo la qualificazione alla Champions. A Sofia giocammo molto bene, ma perdemmo 2-0 grazie anche ad un rigore a dir poco generoso concesso ai bulgari sul finire. Al ritorno finì 2-2 ma la qualificazione fu compromessa in Bulgaria. Retrocedemmo in Coppa Uefa, venendo eliminati, ai supplementari, dal Braga». Qual era il segreto del Chievo ? «L’organizzazione; quando arrivai a Verona, mi resi subito reso conto che tutto funzionava alla perfezione, ed ogni dettaglio veniva curato in modo maniacale, il che rende inspiegabile ciò che sta succedendo. Probabilmente ha influito l’addio, qualche anno fa, di Sartori, la vera anima della società». Nel calcio di oggi c’è spazio per favole del genere? «Difficile, per non dire impossibile; oggi il calcio è solo business. Un peccato, perché storie come quella del Chievo fanno bene a tutto il movimento». —

A.G

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web