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«Questa Viola può arrivare più in alto» Italiano si presenta e fa sognare i tifosi

Brunella Ciullini
«Questa Viola può arrivare più in alto» Italiano si presenta e fa sognare i tifosi

«La rosa è già forte così, a Moena faremo il punto se serve qualcosa, io voglio una squadra che attacchi»

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Brunella Ciullini

firenze. «Porterò il cuore e me stesso, voglio diventare un allenatore importante per questa società e per questa città».

Mentre un gruppetto di tifosi intona il suo nome e i turisti sciamano ammirando Firenze dal Piazzale Michelangelo, Vincenzo Italiano si mostra già carico, lo attende una sfida tosta e stimolante: c’è da rilanciare una Fiorentina reduce da tre anni deludenti e che inizialmente aveva puntato su Gattuso, e c’è da rianimare una piazza.

Il tutto con un mercato ancora sospeso e vari casi, da Milenkovic in odor di cessione (di qui l’interesse per l’ex Nastasic) al rinnovo di Vlahovic che Italiano vuol tenersi stretto «perché è un attaccante straordinario». E c’è pure un calendario in salita: «La Nazionale ha dimostrato che se c’è spirito di gruppo alla fine i risultati arrivano. Bisogna partire subito forte anche perché ben 12 club hanno cambiato guida tecnica e dunque sarà una corsa fra chi sarà il più veloce a farsi capire dai propri giocatori. Noi affronteremo ogni gara come finali Champions» .

Per l’ex centrocampista che a 20 anni è stato allenato a Verona da Prandelli («Gli chiederò tanti consigli») e oggi è ritenuto fra migliori giovani tecnici, «il calcio è ragione di vita. Come sarà la mia Fiorentina? Con identità, organizzazione e fuoco dentro, punterà a divertirsi e divertire perché senza divertimento è la morte sportiva. Il nostro motto? Difendere bene, attaccare benissimo, l’ho già affisso al centro sportivo».

E gli obiettivi? Italiano furbescamente non si sbottona e preferisce tenere uyn profilo basso: «Presto per parlare d’Europa, le vittorie non le può garantire nessuno, di certo per il blasone e la storia bisogna puntare su una classifica diversa da quella degli ultimi anni. Mi piacerebbe trasmettere la bellezza della città. Quanto al mercato – dice il nuovo allenatore viola – prima valuterò la rosa a Moena dopodiché farò il punto, comunque per me è già di grande livello anche se si può sempre migliorare». Deciso a rivitalizzare Amrabat sfruttandone la duttilità, Italiano avrebbe allenato volentieri Ribéry: «La carriera parla per lui, è un campione straordinario, la sua situazione però è stata affrontata dalla società prima del mio arrivo».

Un arrivo che ha provocato a La Spezia reazioni furiose nel suo ex club e tra i tifosi: «Penso che quanto fatto in questi due anni sia storia – replica –. Abbiamo centrato obiettivi allucinanti e se c’è una persona che ha avuto grande rispetto e affetto per quella piazza, e sempre l’avrà, sono io. Dispiace ma c’è un momento in cui bisogna abbassare la testa, come a gennaio quando io e miei ragazzi siamo stati abbandonati, rimboccarsi le maniche e andare avanti. In quel momento l’allenatore è un fenomeno e un idolo poi quando si fanno altre scelte tutto cambia. Ma si deve andare oltre una firma... Con la Fiorentina la trattativa poteva essere più veloce ma poi è finita bene e per me è un’opportunità grandiosa».

Gongolano Barone e Pradè: «Italiano è l’uomo giusto per far crescere la Fiorentina, è una scelta che parte da lontano, parlai con lui già nel 2018 quando era al Trapani» afferma il dg viola che ha espresso la solidarietà del club per tutti i lavoratori in crisi. «Sono certo che insieme faremo un bel percorso» l’auspicio del direttore sportivo. —

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