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PARLA IL CAPITANO 

Totti, nostalgia giallorossa «Mou, arriva il più forte Torno in società? No...»

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ROMA. Non intende fare parallelismi con l'Italia iridata del 2006 ma l'assist è di quelli da campione del Mondo. Francesco Totti guarda con fiducia alla Nazionale di Roberto Mancini, protagonista in questa prima fase degli Europei.«Può arrivare lontano e lo sta dimostrando con il gioco e la passione. Tutti i giocatori hanno voglia di vincere» ha dichiarato l'ex capitano della Roma, nominato al Salone d'Onore del Coni ambassador di Milano-Cortina 2026. Per l'attaccante protagonista del celebre 'cucchiaio' contro l'Olanda agli Europei del 2000 è la Francia la favorita numero uno: «Adesso gli avversari iniziano ad essere pericolosi, ci sono scontri diretti. Ci sono grandi squadre e per vincere devi batterle quasi tutte. Tutte sono battibili ma la Francia è la candidata a poter vincere l'Europeo. Però abbiamo visto che affrontando una squadra forte come il Portogallo fa fatica anche la Francia». Dunque, nulla è impossibile. Più complicato appare invece un suo ipotetico ruolo nella Roma della gestione Friedkin. «Non ho parlato con nessuno della Roma e non ci sarà nessun ruolo per me. Se mi aspetto una chiamata dalla società? Ho il telefono spento», ha chiosato sfoderando una delle sue battute. Meglio pensare alla Roma di Mourinho, una scelta della dirigenza che per l'ex giallorosso è tutta da condividere e applaudire: «Quando arriverà dirà quello che pensa. Abbiamo preso l'allenatore più forte al mondo. Se mi sarebbe piaciuto essere allenato da lui? Quando ero più giovane sì», ha commentato cercando di nascondere un velo di nostalgia. Totti ora però si butta su altri campi, vestirà i panni di “'ambassador” per promuovere l'Olimpiade invernale di Milano Cortina, insieme a Bebe Vio, la pluricampionessa paralimpica di scherma. Faranno parte di altre stelle dello sport come Tomba, Compagnoni e Federica Pellegrini. «Mi sarebbe piaciuto partecipare a un'Olimpiade», ha confessato. E nel ricordare la sua carriera calcistica ha provato a scherzare ancora una volta: «Purtroppo c'erano giocatori più forti di me». —

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