Verdetti falsati a Rio 2016 Gli arbitri sotto inchiesta
ROMA. Il nostro Clemente Russo lo aveva detto senza mezzi termini: i verdetti nel torneo di pugilato dei Giochi di Rio 2016 non erano stati corretti. E tre anni fa il Comitato Olimpico Internazionale aveva già chiarito che qualcosa con gli arbitri della boxe era andato storto, e aveva bocciato – in pratica sconfessato – il lavoro di tutto il pacchetto-giudici di quei Giochi non riconfermandone nessuno per Tokyo 2020, in blocco. Per «il numero di decisioni controverse prese durante il torneo di boxe olimpico», scrisse la Bbc. Ora quegli stessi giudici sono soggetti ad un’indagine per corruzione da parte di Richard McLaren e del suo team forense. McLaren è l’uomo che ha scoperchiato lo scandalo del doping di stato russo. Lo scrive il quortidiano inglese The Guardian. La chiusura della prima parte dell’indagine di McLaren è prevista per agosto. Già prima di Rio diversi personaggi della boxe avevano confidato al Guardian che “non c’è dubbio” che alcuni giudici e arbitri a Rio “sarebbero stati corrotti”. —
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