Italia
Lampo Bettiol, anche la Toscana lascia il segno
Il Leone delle Fiandre tira fuori un numero da finisseur a Stradella. Evenepoel si ritira, oggi due salite per Yates
Antonio Simeoli
STRADELLA. È stato il leone delle Fiandre due anni fa il toscano Alberto Bettiol, 27anni della EF, talento da vendere, tanti infortuni e tre vittorie soltanto. La terza, dopo il Fiandre e una tappa dell’Etoile de Bessage l’ha ottenuta ieri a Stradella. «Grazie alla squadra e al mio capitano Carthy, mercoledì ha avuto una bella giornata e l’ho aiutato a Sega di Ala, qui mi ha dato il via libera per andare in fuga». Attacco di 23 corridori, tra cui anche Diego Ulissi (Uae) e Andrea Vendrame (Ag2r). Il gruppo lascia fare, i big da Egan Bernal (Ineos) a Damiano Caruso (Bahrain) a Simon Yates (Exchange) pensano alla resa dei conti tra oggi, domani e domenica a Milano, Peter Sagan (Bora) a mettere la maglia ciclamino in cassaforte stoppando propositi di attacco del secondo in classifica Davide Cimolai (Israel). Davanti per 200 km si vola in doppia fila d’amore e d’accordo, poi, quando la Pianura Padana lascia il posto alle meravigliose colline dell’Oltrepo Pavese inizia la battaglia. Remy Cavagna (Deceuninck), francese dalle gambe d’acciaio, parte come un proiettile. Ci crede, è bello da vedere in sella. Deve superare tre strappetti nel finale. Primi due ok, sul terzo vede passargli a fianco Bettiol a doppia velocità. Sa vincere solo così. Al Fiandre due anni fa se ne andò così al Vecchio Kwaremont facendo sobbalzare davanti alla tv mezza Italia; ieri scatto, lotta sul filo dei secondi, traguardo e lacrime. Per il suo procuratore Mauro Battaglini, un amico del ciclismo, persona vera che da un anno non c’è più.
«So vincer solo così», dice il toscano di Castel Fiorentino, che ringrazia il team per la “libera uscita”. È la sua è una vittoria del ciclismo italiano che sta rialzandola testa a suon di risultati. Ci sono le Olimpiadi, Bettiol, oltre che Ulissi, anche ieri in palla, oltre a Damiano Caruso (Bahrain), sono frizzanti davanti al citti Davide Cassani che prende appunti sulla moto Rai. Mentre il vincitore fa festa il gruppo taglia comodamente il traguardo a 23 minuti e mezzo. Che finisse così era stato chiaro già dalla partenza spettacolare dal Mart di Rovereto dove non si era presentato Remco Evenepoel, mentre si era presentato, per poi cambiare subito idea, Giulio Ciccone (Trek) anch’egli out per infortunio. Al via invece Vincenzo Nibali per cui il rispetto per la corsa rosa val molto di più dei tanti dolori. Stradella è il paese della fisarmonica. Bettiol ieri ha suonato alla grande, ora toccherà ai big farlo. Pur senza il Mottarone, ci sarà una tappa tosta con le salite della Colma e soprattutto il finale all’Alpe di Mera. Quasi 10 km al 9% di pendenza media in 176 km. Simon Yates è a 3’23” dalla maglia rosa: se vuol provare davvero a vincere il Giro deve attaccare e sperare che il colombiano sia quello sbiadito di mercoledì. —
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