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Lettere dalla sua Toscana «Una persona perbene, sorriso e gentilezza»
LUCCA. Un anno fa Gigi Simoni ha vinto la partita della vita. Per la miriade di persone che gli hanno voluto bene, il mister è in trasferta con la sua squadra stellare e stavolta l’arbitro non ha bisogno del Var per prendere la giusta decisione e attribuire il meritato scudetto. Il suo sorriso, la sua sottile ironia, la sua capacità di essere umile nella vittoria e sereno nella sconfitta è rimasta nel cuore dei tifosi, specie degli interisti, che oggi intervengono con un pensiero, un ricordo, un’emozione per un tecnico emblema di un calcio trasparente e pulito. Dalla Toscana al Lazio, dal Veneto alla Puglia passando dal Trentino e dall’Abruzzo sono centinaia e centinaia le dimostrazioni di affetto autentico e disinteressato. Dal club Giacinto Facchetti di Follonica, Maurizio Ceccarelli, il tifoso-pasticcere usa parole cariche di sentimento: «La prima volta che ci facesti l’onore di partecipare ad una cena del club, mi avvicinai alla tua macchina per salutarti e cominciai a piangere. Non ci eravamo mia visti, ma ebbi l’impressione di conoscerti da sempre. Il tuo garbo e la tua gentilezza mi furono subito compagni di viaggio e quel viaggio continua ancora oggi a un anno dalla tua partenza». Andrea Tolaini, originario di Castelnuovo, ma presidente del Inter Club Fener, gli regalò la tessera di socio onorario: «Caro Gigi, averti conosciuto è stata la conferma della persona perbene che eri e sei. Il tuo sorriso e la tua gentilezza restano per noi ricordi indelebili». Mario Nacci, presidente Inter Club «Sandro Mazzola» di Mesagne (Brindisi) ricorda la compostezza e l'eleganza che ha sempre contraddistinto il mister: «Gigi, non appartiene solo alla storia dell'Inter, lui ha scritto la storia ovunque sia andato a lavorare per oltre sessant'anni di carriera. Da calciatore, da allenatore, da dirigente, si è fatto sempre apprezzare per le sue doti umane e sportive. Gigi, era diverso dagli altri suoi colleghi, non sbraitava, non offendeva, non scalciava bottigliette o cartelloni pubblicitari.... non gridava. Ed è per questa sua diversità e per l'umiltà dimostrata che noi tifosi lo ricorderemo sempre». Il club BellideRoma gli ha dedicato un post in occasione della vittoria dello scudetto numero 19: «Gigi Simoni per noi è un vero campione d’Italia. Signore di umanità, dignità, gentilezza». L’Inter club Zamorano di Poggibonsi a un anno dalla scomparsa saluta Simoni: «Un uomo capace di interpretare al meglio in ogni circostanza i valori dello sport. Lo ricorderemo per sempre per la sua dignità e umanità». L’Inter Club Atessa (Chieti) non dimentica l’incontro nel 2017 con il grande allenatore: «Ci colpì la sua genuinità e il suo affetto nei confronti della gente. Una persona di grande valore che non dimenticheremo». Parole di riconoscenza dall’Inter Club Capannori, dall’Inter Club Boccadarno di Pisa e dal presidente dell’Inter Club Monsummano, Luca Buccellato: «Ripensando ad una sua foto con la bacchetta in mano che dirige l’orchestra della grande squadra di Ronaldo, Simeone, Zanetti e Djorkaeff, la malinconia ci assale e di fronte alla maleducazione imperante quel “si vergogni” pronunciato nei confronti di un arbitro resta un modello di stile inimitabile». Commosso anche il sindaco di Agordo nel bellunese socio del Club Agordino: «Ho avuto il privilegio di conoscerlo e di stringergli la mano. Prima di un allenatore Simoni è stato un uomo vero che, lontano dai riflettori e dalla mediaticità che caratterizzano il sistema calcio, ha saputo ottenere risultati importanti solo attraverso il lavoro e le sue indiscusse capacità. In tanti e in tutti i campi dovrebbero prendere esempio da lui». —
L.T.
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