Il biglietto dello stadio come autocertificazione per evitare il coprifuoco
REGGIO EMILIA. «Mi dovete spiegare perché, per chi vada a vedere una partita di calcio, non valga la regola del coprifuoco».
È la domanda che in tanti, da mesi ormai costretti a rincasare prima delle ore 22, si sono fatti dopo l’annuncio che alla finale di Coppa Italia fra Juventus e Atalanta, in programma mercoledì prossimo al Mapei Stadium di Reggio Emilia, potranno assistere poco più di quattromila spettatori paganti.
Se il ritorno del pubblico allo stadio, anche se in misura ridotta, viene visto come una positiva ripartenza, un passo verso il ritorno a una lenta normalità dopo un anno di curve e tribune vuote, quel coprifuoco da violare inevitabilmente (l’inizio della partita è previsto alle ore 21) proprio non va giù ai tanti che, in particolare sui social, hanno bollato come «inaccettabile» questa deroga.
E allora, che fare? La speranza della Lega calcio, organizzatrice dell’evento, e della Regione Emilia Romagna, da mesi in prima linea per il ritorno del pubblico ai più importanti appuntamenti sportivi (non a caso il presidente Stefano Bonaccini era presente in Sala del Tricolore, a Reggio, alla presentazione dell’attesa finale), è che il governo Draghi decida se, come e da quando modificare le restrizioni, a partire dal coprifuoco, e che – se ci sarà un prolungamento dell’orario fino a mezzanotte – entri in vigore prima di mercoledì.
Anche in quel caso, però, difficilmente i tifosi di Atalanta e Juventus riuscirebbero a tornare a casa in tempo utile: il match, infatti, se non ci saranno supplementari e rigori a ritardare ulteriormente la sua conclusione, finirà intorno alle 23.
Una seconda strada, quella che la Lega calcio sta cercando di percorrere in queste ore, è quella di una deroga: l’obiettivo è di permettere agli spettatori, mostrando il biglietto della partita, di rientrare a casa senza essere multati. Giammaria Manghi, capo di gabinetto della presidenza regionale emiliana, cerca di chiarire i dubbi: «Vediamo se nelle prossime ore il limite orario verrà posticipato di un’ora o due, ma la Lega calcio è comunque in contatto con il Ministero per risolvere la situazione: il biglietto potrebbe valere come autocertificazione».
La speranza è evitare che si ripeta quanto accaduto al Foro Italico di Roma, dove giovedì sera l’ostacolo coprifuoco ha costretto gli spettatori ad abbandonare l’impianto durante la fase decisiva di una gara degli Internazionali di tennis, perché si stavano pericolosamente avvicinando le 22. —
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