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Il governo apre sul ritorno del pubblico

Il governo apre sul ritorno del pubblico

Il via forse da maggio, ma tutto è legato ai vaccini, e intanto saranno messi al riparo gli atleti per Europei e Olimpiadi

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roma. Il via libera del Governo alla parziale riapertura dell’Olimpico per l’Europeo è stato il segnale. Il calcio e tutto lo sport, da quello di base fino ai massimi campionati, chiedono ora di recuperare al più presto spazi, tempi, e tifosi, che la pandemia nell’ultimo anno ha cancellato o ridotto al minimo. Fiducia e volontà confermati dalle parole del sottosegretario allo Sport, Valentina Vezzali, del presidente della Figc, Gabriele Gravina, e del n° 1 del Coni, Giovanni Malagò, impegnati anche sulla questione vaccini. Le vaccinazioni sono il grimaldello per le riaperture ma riguardano anche gli azzurri delle Olimpiadi e Paralimpiadi di Tokyo e i giocatori della Nazionale, anche se il Ct, Roberto Mancini, dichiara: «Prima a chi ne ha più bisogno» .

Il sottosegretario sottolinea che la riapertura ai tifosi per gli Europei «è un segnale non solo verso il calcio, ma verso il mondo dello sport e tutti gli altri. L’Italia – dichiara – ha tanta voglia di rialzarsi. Sicuramente fino a fine aprile non si parlerà di riaperture, ma lavoriamo notte e giorno anche al ritorno dei giovani in palestra, dopo questo anno così difficile». Gravina è ottimista dopo l’incontro con Vezzali: «Tutti vogliamo ripartire, rispettando tempi e cadenze del Governo. Ci sono buone possibilità di una riapertura generalizzata, anche prima dell’Europeo. La Coppa Italia è una delle tante ipotesi insieme ad altri eventi previsti prima di giugno». Nel loro incontro Vezzali e Gravina hanno parlato della ripartenza dei settori giovanili e dei campionati dilettantistici, ma oltre al calcio tanti altri sport, come ricordato da Malagò, sono pronti a ricominciare. «Oggi ci sono stati dei segnali – afferma –, faccio un gran tifo per dare il via libera alle riaperture con il pubblico. L’apertura del calcio fa da traino per tutti gli altri sport» . Sul fronte dei vaccini per gli atleti qualificati alle Olimpiadi, Malagò dichiara: «Noi siamo pronti, siamo in chiamata» . Gravina rassicura: «Rientriamo in quel gruppo di soggetti che devono essere vaccinati prima dell’Europeo, abbiamo avuto rassicurazione in merito. Tutto il gruppo della Nazionale dovrebbe rientrare tra i vaccinati insieme agli atleti per le Olimpiadi». La vaccinazione riguarda poche centinaia di persone, anche meno se si considera che molti atleti e paralimpici sono già vaccinati in quanto militari. La campionessa paralimpica della scherma Bebe Vio ritiene «giusto che chi di noi avrà il grande onore di arrivare a rappresentare l’Italia a Tokyo venga vaccinato per tempo», ma spera che «venga vaccinato al più presto il maggior numero di persone possibile. Solo attraverso una massiccia campagna riusciremo a fermare questo maledetto Covid”». Quanto ai calciatori, “valuterà la Federazione – afferma Mancini –. Spero però che prima vengano vaccinate le persone che hanno più bisogno, dunque le persone anziane, poi vedremo». —

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