Il presidio
Venduta all’asta la fascia buttata via da Ronaldo dopo il gol annullato
Il ricavato (64mila euro) per un bambino malato
TORINO. La rabbia di qualche minuto ha fatto felici i genitori di un bambino gravemente malato. La fascia di capitano di Cristiano Ronaldo, che il fenomeno portoghese ha gettato a terra, infuriato dopo la clamorosa svista arbitrale nel match della sua Nazionale contro la Serbia, è stata venduta all’asta per sette milioni e mezzo di dinari serbi. Ovvero, poco più di 64 mila euro. Una cifra che verrà interamente devoluta alla famiglia di un bambino di soli sei mesi, che soffre di atrofia muscolare spinale.
Tutto è nato con un gol regolare non convalidato al Marakàna di Belgrado. Il Portogallo di CR7, impegnato nelle qualificazioni per Qatar 2022, si porta sul 2-0 grazie alla doppietta di Diogo Jota. I padroni di casa della Serbia, però, non si perdono d’animo e riacciuffano la gara con Mitrovic e Kostic. Il pareggio, per i serbi, è un buon risultato, e negli ultimi minuti la Nazionale del ct Dragan Stojkovic alza il muro. Che, nei minuti di recupero, viene giù: lancio della disperazione di Nuno Mendes, uscita frettolosa del portiere Dmitrovic e destro di Ronaldo, che lemme lemme va verso la rete. Il salvataggio in extremis di Mitrovic non riesce e la palla supera la linea. Senza la Var e l’aiuto della Goal-line technology, però, il direttore di gara, l’olandese Danny Makkelie, decide che non è gol. La vittoria del Portogallo, con una manciata di secondi rimasti da giocare, sfuma.
Ronaldo, ammonito per proteste, lascia il campo scagliando la fascia da capitano a terra. Per fortuna, un pompiere presente allo stadio, Djordje Vukicevic, ha pensato di raccoglierla e di offrirla a “Together for Life”, associazione umanitaria che si occupa di dare un sostegno ai bambini gravemente malati. Che, appena ricevuta la fascia, l’ha messa in vendita per raccogliere fondi per il piccolo. «Si è appena conclusa con la grande cifra di 7,5 milioni di dinari l’asta umanitaria per la fascia di capitano di Cristiano Ronaldo – ha twittato il fondatore dell’associazione, Jovan Simic – grazie a Djordje e ai suoi colleghi, nonché a tutte le persone meravigliose che hanno dato una mano».
L’errore arbitrale rimane, certo. Adesso, però, Cristiano Ronaldo e il direttore di gara ripenseranno all’episodio con il sorriso. Così come la famiglia del bambino. —
Pietro Mattonai
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