Il presidio
Chiesina dice stop a una stagione mai veramente cominciata
Giovanni Pazzini
Chiesina Uzzanese. Va in archivio in maniera anticipata, come un anno fa, la stagione del Chiesina Uzzanese (Seconda Categoria) ma è come se l’annata agonistica non fosse quasi mai iniziata. Eccezion fatta per i due mesi di preparazione e le quattro gare ufficiali, 2 in Coppa Toscana con Borgo a Buggiano e Giovani Via Nova ed altrettante in campionato contro Chiesanuova 1975 e Via Nova, gli amaranto, come del resto tutte le altre società, sono stati costretti a fermarsi ai box da metà ottobre. «Saremmo tornati volentieri in campo, fare gruppo, respirare quella tensione e sano agonismo delle gare domenicali – esordisce Pier Luigi Carmignani, presidente della società chiesinese dal 2004 – ma c’erano troppe incognite. Sono ormai da 30 anni nel mondo del pallone e star fermi così a lungo ti porta ad un certo distacco. Manca la passione. A dir la verità pensare a gare senza pubblico, soprattutto a livello dilettantistico, è la morte del calcio. A settembre, quando il periodo peggiore sembrava alle spalle, era tornato l’entusiasmo, percepito sia dalle persone che seguivano la squadra sia in altre piazze o campi dove siamo andati. Al Covid – continua Carmignani – ci pensavamo relativamente, anche se seguivamo ovviamente tutti i protocolli e le misure di sicurezza, ma poi la situazione è peggiorata, fino al giusto stop. Il lavoro con la prima squadra si è interrotto a metà ottobre. C’era la possibilità di fare allenamenti individuali ma, tra le varie “zone rosse” e per salvaguardare la salute dei ragazzi, abbiamo deciso di fermarci, anche perché non c’erano prospettive per l’effettivo ritorno in campo. Abbiamo portato avanti, finché è stato possibile, l’attività con i bambini». Carmignani prova a guardare al futuro: «Ho il timore che a risentirne di più saranno i ragazzi, nella fascia dai 15-20 anni (allievi e juniores), che potrebbero decidere di allontanarsi dal movimento calcistico. È prematuro parlare di programmi e progetti per la prossima stagione. Non sarà facile ripartire, trovare stimoli dopo oltre un anno di stop. Vedremo nei prossimi mesi come si evolverà la situazione, quali decisioni saranno prese dalla federazione. Troppi punti interrogativi, adesso, per pensare al domani» .
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