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Prandelli, l’amarezza non finisce mai: «Ora basta nefandezze dagli odiatori»

Brunella Ciullini
Prandelli, l’amarezza non finisce mai: «Ora basta nefandezze dagli odiatori»

Dopo l’addio di martedì alla Fiorentina, l’ex tecnico si sfoga contro gli attacchi anonimi sui social che lo avrebbero portato alle dimissioni  

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Dopo la toccante lettera diffusa martedì scorso in cui spiegava la decisione di lasciare la Fiorentina e probabilmente per sempre anche la professione di allenatore mettendosi a nudo come forse nessuno nel mondo del calcio, Cesare Prandelli è tornato ieri a parlare. E lo ha fatto per replicare e zittire i pettegolezzi social (e ovviamente anonimi) che hanno preso a circolare da qualche giorno attorno al suo addio, fra gossip e litigi con qualche giocatore (si parla di Amrabat).

«Nefandezze», le definisce l’ex tecnico viola attraverso l’Ansa. C’è una sola verità dietro alla sofferta decisione di dimettersi a dieci partite dalla conclusione del campionato ed è la sua ribadisce l’ex tecnico viola che non nasconde la sua rabbia e la sua amarezza.

«Sono passati pochi giorni da una mia decisione sofferta, molto dolorosa, e mi accorgo che probabilmente qualcuno non ha capito il vero senso del mio gesto – la premessa – Sicuramente una minoranza, ma non per questo meno importante, sta riempiendo i canali social di nefandezze, ricostruzioni inventate di fatti mai esistiti. Bisognerebbe stigmatizzare e non dare risalto alla pochezza di spirito dei cosiddetti “odiatori da tastiera”, ma c’è un limite e questo limite è stato oltrepassato. Lo devo alla mia famiglia, al club ma soprattutto ai miei calciatori che mai, dico mai, mi hanno mancato di rispetto o hanno avuto comportamenti offensivi nei miei confronti. Mi appello alla responsabilità di tutti: credete alle verità e non correte dietro a fenomeni senza moralità e etica del vivere civile».

Uno sfogo forte e fermo, la decisione di rompere il silenzio e dire basta alla fogna social mentre al momento restano sullo sfondo le vie legali. Per sua fortuna la maggior parte della gente di Firenze, dove l’ex commissario tecnico della Nazionale ha scelto da tempo di vivere, ha accolto con rispetto la sua decisione e lo ha fatto come già accaduto anche in passato anteponendo l’uomo al professionista. Altrettanto hanno fatto i club della curva Fiesole che hanno affisso in questi giorni uno striscione sulle cancellate dello stadio Franchi, davanti al centro sportivo della Fiorentina: «Viene prima l’uomo dell’allenatore, per sempre fieri del tuo amore», il messaggio significativo. All’indomani delle dimissioni Prandelli si è recato nella sua Orzinuovi dai suoi affetti, la madre, i figli, i nipotini, per ricaricarsi e disintossicarsi: non pensava di dover rompere nuovamente il silenzio per replicare agli “odiatori da tastiera”. Pensieri ben diversi per Iachini che da oggi farà riprendere la preparazione in vista della trasferta con il Genoa in programma sabato prossimo: sono attesi in queste ore fra gli altri Kokorin dopo il periodo di riabilitazione a Roma e Milenkovic reduce dall’espulsione e da una brutta prova contro il Portogallo a conferma che per il difensore serbo in scadenza nel 2022 la stagione si sta rivelando davvero complicata. —

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