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Il ferro respinge il tiro della vittoria, Pistoia ancora ko

Elisa Pacini
Saccaggi cerca di contrastare Hasbrouck
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Saccaggi cerca di contrastare Hasbrouck

I biancorossi hanno sfoderato una prestazione convincente. La reazione c’è, ma non è bastata. Ferrara vince di misura

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Rimane maledetta la primavera della Tesi Group che, pur senza Fletcher, ritrova smalto e convinzione a Ferrara ma non la vittoria. Andata alla Top Secret nel finale a scacchi in cui si è consumato il verdetto di una battaglia intensa, degna della terra di Ariosto e dei suoi cavalieri. A Pistoia non sono bastati tanti di quei passi avanti su cui Carrea lavora da tempo, né la serata da “americano” di Lorenzo Saccaggi, che nel terzo quarto ha riportato Pistoia in gara, scaricando la sua furia sul parquet proprio come un novello paladino Orlando. Nel finale, dove la battaglia a viso aperto è diventata guerra di posizione con gli ultimi 30 secondi durati una vita come nelle pagine più belle di questo sport, è stato proprio il cavaliere di Carrara a mancare l’assalto finale. Sbagliando la tripla che a una manciata di secondi dalla fine, sull’82- 80, avrebbe colorato di biancorosso una partita che per entrambe valeva come biglietto di uscita dalla crisi oltre che come spinta sul treno playoff. La luce in fondo al tunnel la vede Ferrara che, dopo sei ko filati pre e post la lunga astinenza da gare per Covid, si beve quel ricostituente insostituibile che è la vittoria. Pistoia invece si lecca le ferite profonde di un colpaccio sfiorato, riuscendo a mascherare mascherando sotto l’armatura finalmente cavalleresca l’ennesima gara con le rotazioni ridotte. Di fronte all’occasione persa, dopo una gara in crescendo, risalendo da un brutto secondo quarto (45- 35 il punteggio al riposo) con un veemente secondo tempo (“vinto” 37- 45), il brodino della differenza canestri mantenuta è davvero amaro. Non può essere altrimenti. Perché nonostante i progressi nella tenuta mentale, nel sopperire ad una zavorra come l’assenza di un americano (Fletcher in panchina) e la latitanza dell’altro (Sims pur in campo), nonostante una dolce rimonta Pistoia è uscita dal campo, masticando l’amaro dell’ottava sconfitta nelle ultime dieci gare. Oltretutto condita da una miriade di liberi sprecati (idem per una Ferrara ancora in convalescenza), o di rimbalzi sanguinosi lasciati agli avversari. Vedi quello catturato dai padroni di casa dopo lo 0/2 di Panni, alla prima gita in lunetta di quella gara nella gara che è stata l’ultimo mezzo minuto. Dopo una buona partenza nel segno di Saccaggi e Wheatle (19- 17), Pistoia nel secondo quarto aveva sofferto la verve del soldato semplice Vencato (9 punti in 10’), rischiando di affondare se non fosse stato per le cannonate del bombardiere dell’est. Nonostante le triple di Riismaa, al riposo Pistoia è sotto di 10, dopo 25’ di 12 (56- 44) quando anche il temuto totem di casa Pacher sembra essersi acceso. Chi non si è mai spento è il paladino delle Apuane: Saccaggi con due siluri, dimezza lo svantaggio e rianima una squadra che chiude ogni varco agli avversari. Nella mischia piano piano si cala anche il centurione Poletti mentre capitan Della Rosa l’elmetto ce l’ha incorporato. Sua la tripla del sorpasso (56- 58) che chiude il siderale 0- 14 di parziale toscano. Ferrara sembra sulle gambe, ma a rianimarla è il braccio di Hasbrouck che catapulta da lontano due triple per il 62- 58. Pistoia c'è e pareggia a 64 con Sims e a 74 con Poletti. Ma il finale dice 82- 80 e lo dirà anche dopo l'ultima azione biancorossa. Peccato.

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