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la guerra delle federazioni 

Dal ciclismo al vertice del Coni è Di Rocco l’alternativa a Malagò

Dal ciclismo al vertice del Coni è Di Rocco l’alternativa a Malagò

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MILANO. Dal vertice del ciclismo a quello del Coni, la Federazione delle federazioni: è partita la sfida di Renato Di Rocco al trono di Giovanni Malagò. La decisione arriverà a Milano il 13 maggio.

Di Rocco, 74 anni, ha guidato il governo delle due ruote dal 2006 fino a poche settimane fa, e dalla sua ha una vastissima esperienza da dirigente sportivo.

Dopo tre lustri ha preferito passare la mano della Federciclismo, non avendo forse più motivazioni, e subito dopo è stato coinvolto dalla parte che si oppone alla presidenza di Malagò, una fazione che comprende presidenti federali “pesanti” come Barelli (nuoto) e Binaghi (tennis).

Una sfida non facile, e infatti Di Rocco, a quanto risulta, ci ha pensato a lungo, soppesando pro e contro: alla fine si è convinto della sua scelta.

In queste ore sono in corso le riunioni finali, poi dovrebbe arrivare l’annuncio ufficiale della candidatura, magari già nella giornata di oggi.

Malagò punta al suo terzo ed ultimo mandato, a dicembre si è fatta sotto anche l’ex campionessa deciclismo Antonella Bellutti (che farà adesso dopo la decisione di Di Rocco?).

Malagò ha un buon numero di presidenti a lui ancora fedeli, da Abbagnale a Petrucci passando per Gravina. Anche il nuovo n.1 della Federciclismo, Dagnoni, che ha sconfitto l’ex vicaria di Di Rocco, la Isetti, è schierato con l’attuale presidente del Coni.

Barelli-Binaghi sperano però di portare a Di Rocco una ventina di voti dai presidenti federali (11 sono nuovi), poi si vedrà il 13 aprile chi saranno gli eletti fra atleti e tecnici, 13 voti in tutto. I votanti il 13 maggio saranno 74, di molti non si conoscono ancora i nomi: il quorum è a quota 38. —

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