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Ballardini e Semplici quando l’esonero cambia le stagioni Ma non vale per tutti

Alessandro Guerrieri
Ballardini e Semplici quando l’esonero cambia le stagioni Ma non vale per tutti

In serie A sei gli allenatori cacciati, più le dimissioni di Prandelli L’anno scorso a questo punto i licenziamenti erano già tredici 

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Alessandro Guerrieri

Nel calcio, ed in quello italiano in particolare, quando i risultati non arrivano, il primo a pagare è sempre l’allenatore. Una legge che si conferma anche in questo torneo: con il ritorno di Beppe Iachini sulla panchina della Fiorentina, sono già 7 gli avvicendamenti alla guida delle squadre di Serie A. Una tendenza che, però, è in calo rispetto alla passata stagione, visto che il numero degli esoneri si è più che dimezzato. Tralasciando le dimissioni di Prandelli, in questa torneo sono 6 i tecnici esonerati, lo scorso anno a questa data erano già partiti la bellezza di 13 siluri.

Maggiore pazienza

In questa stagione i presidenti hanno provato a concedere maggior fiducia ai rispettivi allenatori. Lo dimostrano i casi di Torino e Cagliari, con Cairo e Giulini che hanno difeso a spada tratta Giampaolo e Di Francesco, prima di arrendersi ai risultati. Una scelta dovuta anche a motivi economici, proprio in relazione all’ingaggio milionario di Marco ed Eusebio, con contratti pluriennali. Lo stesso hanno fatto anche Crotone, con l’artefice della promozione Stroppa, e Parma, con il “giochista” Fabio Liverani, sostituiti rispettivamente da Serse Cosmi e dal cavallo di ritorno D’Aversa.

Genoa e Fiorentina

Meno pazienza invece ha avuto la Fiorentina; Iachini ha resistito appena 7 partite, nei quali aveva comunque raccolto 8 punti, prima di essere silurato a beneficio dell’amato Cesare Prandelli. Con il senno di poi, non una grande scelta, considerando che, con l’ex ct azzurro, la Viola è scesa di due posizioni in classifica. Adesso sulla panchina dei toscani torna Iachini, sarà la scelta giusta? Anche al Genoa il “mangiallenatori” Preziosi non si è smentito; dopo aver cambiato la bellezza di quattro allenatori nella stagione precedente, non confermando Nicola, l’artefice della salvezza, dopo 13 giornate ecco l’esonero di Maran, rimpiazzato da “zio” Ballardini. Una scelta a dir poco azzeccata, da quando è arrivato il tecnico romagnolo i rossoblù hanno raccolto 24 punti in 17 partite, 1,4 ogni 90’ rispetto allo 0,53 di Maran.

Nicola e Semplici

Positivo, aldilà delle recenti sconfitte con Juve e Spezia, anche l’impatto di Semplici a Cagliari; il tecnico toscano ha raccolto una squadra allo sbando, che nelle ultime 10 partite della gestione Di Francesco aveva conquistato la miseria di un punto; con il toscano al timone di punti ne sono arrivati 7 in 5 partite. Anche Davide Nicola ha migliorato la situazione del Torino: se Giampaolo viaggiava alla media di 0,72 punti a partita (13 in 18 gare), il tecnico piemontese ne ha raggranellati 10 in 9 partite, bottino che lascia il Toro nella zona caldissima della classifica econ un calendario che mette i brividi a partire dal prossimo derby della Mole contro l’odiata Juventus. Da brividi sono invece i numeri di Fabio D’Aversa a Parma; con lui i ducali hanno raccolto la miseria di 7 punti in 12 giornate, il suo predecessore Liverani 12 in 16. —

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