Il presidio
«Soltanto pochi secondi di “differita” dalla realtà Ma occhio al segnale...»
Massimiliano Baldocchi: i piccoli paesi spesso non hanno la linea veloce...
Tommaso Silvi
La quiete della vita lontano dalla città o il fascino del grande calcio? Presto bisognerà scegliere. Il pallone rimane lo sport del popolo, ma in molti rischiano di dover riaccendere la vecchia radiolina per seguire le partite. È la tecnologia che galoppa, in un Paese – l’Italia – che fatica a tenere il passo. La Serie A approda su Dazn, che ieri si è aggiudicata i diritti del campionato dal 2021 al 2024. E si sgancia dal satellite. I gol saranno tutti su internet. «Chissà quante imprecazioni nelle case, dei tifosi che non riusciranno a vedere la gara della squadra del cuore. Un tempo il problema era mettere la parabola, oggi è quello di avere una connessione veloce. Per molti, una missione impossibile». A parlare è Massimiliano Baldocchi, della "HT&T Consulting" di Pontedera, azienda che fornisce servizi digitali a grandi realtà industriali.
Da Sky a Dazn. Cosa cambia?
«Per farla semplice, la trasmissione delle partite non avverrà più tramite satellite, ma attraverso internet. Il segnale verrà trasmesso su più macchine, i server, che a loro volta lo invieranno ad altri macchinari per la distribuzione sui dispostivi connessi alla rete. Vedremo il calcio in streaming».
Quindi sarà un pallone per pochi, quello che viaggerà in rete?
«Per pochi non direi, ma sicuramente ci sarà chi non potrà gustarsi il match in tv, come ha fatto fino a oggi. Per vedere Dazn serve la linea veloce, che nelle grandi città e più in generale nei centri urbani è attiva da tempo. Ma che non è presente nei paesini di campagna, dove non è detto che arrivi neppure la linea veloce wireless. Si, magari in queste zone potranno cavarsela con 4G e 5G, ma non sarà semplice. Gli ultimi dati dicono che soltanto la metà delle famiglie italiane dispone di una connessione rapida. Non mi stupirei se tanta gente finisse a guardare il calcio al cellulare, lì anche con un segnale relativamente debole si potrebbe riuscire a vedere le partite».
Ma come siamo arrivati al calcio su internet?
«Il mondo sta andando in questa direzione. Nel giro di alcuni anni tutti i grandi eventi passeranno da piattaforme di distribuzione di contenuti, come Dazn, o Amazon, per citarne un’altra. Non c’è da stupirsi, ma da attrezzarsi. Il nostro Paese stava andando molto piano nell'ambito della creazione di infrastrutture per la linea veloce, ma la pandemia ha fatto accelerare l’ammodernamento, in Italia, dove adesso la fibra e i sistemi per la connessione veloce stanno prendendo piede con decisione. Certo, non possiamo pensare di fare tutto in un giorno. Ci vorrà un po’ di tempo».
Il primo esperimento della Serie A su Dazn non andò molto bene...
«Nel 2018 fu un mezzo disastro. Dazn trasmetteva solo alcune gare del massimo campionato e inizialmente la qualità era bassissima, con le immagini che si interrompevano di continuo. Poi l’azienda ha apportato delle modifiche al sistema di distribuzione dei contenuti e del segnale, e ora, per esempio, trasmette tutta la Serie B tranquillamente. Credo che Dazn ce la farà a fornire lo spettacolo della Serie A senza intoppi».
L’ascesa dello streaming nel mondo calcistico di casa nostra sarà solo un pianto o porterà con sé anche dei vantaggi?
«Un vantaggio potrebbe essere quello di poter spostare avanti e indietro la partita. Su Sky, se cominci a guardare una gara in diretta al 20’ del primo tempo non puoi tornare al calcio d’inizio. In streaming, invece, si può fare. Vedremo se Dazn sceglierà di adottare questa possibilità. E non ci fasciamo la testa sulla leggenda che il segnale arriverà in ritardo rispetto alla realtà. Vedremo le immagini delle partite a distanza di pochi secondi dalla realtà». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
