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CHE SALTO IL PALLONE DA CAROSIO AL WI-FI
Inutile nasconderlo: siamo abituati, noi che non siamo più ragazzi, a vederlo rotolare su uno schermo televisivo, il nostro amato pallone. Suiamo partiti dalle lattiginose immagini in bianco e nero, colorate solo dalla stentorea voce di Nicolò Carosio, dall’eloquio senza inflessioni di Nando Martellini, dall’adrenalinico “carica il destro” di Brunone Pizzul. Diciotto anni fa ci siamo rassegnati a installare la parabola sul tetto e a munirci di decoder: c’è voluto tempo, ma con il 4K ci sembrava di essere in campo, ogni filo d’erba non aveva più misteri.
Oggi molti di noi si troperanno davanti all’ennesimo Tourmalet da scalare: la nostra Serie A, da settembre, la potremo vedere, almeno in larga parte, soltanto in streaming, dunque sul web, dunque connettendoci, sul tablet o sullo smartphone, con la smart tv (vedremo come) o sul personal computer. Sei mesi di tempo per informarci, per capire, per abbonarsi, per cambiare il nostro modo di fruire il calcio: probabilmente il nuovo player punterà a sbarcare sul satellite per rendere tutto meno complicato. Tim, che affianca Dazn in questa avventura, ha garantito la partnership tecnica, sotto forma di copertura e della forza della connessione, e gli stessi club di Serie A si sono convinti che non ci saranno problemi di ricezione. Lo speriamo tutti. Dovremo abituarci a nuovi volti, a nuove voci: un salto in avanti epocale.
Chissà cosa penserebbero Carosio e Martellini. —
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