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«Il tennis è il mio lavoro, Carrara il mio rifugio»
Lorenzo Musetti racconta i suoi hobby e le sue passioni: il mare di casa, gli amici con cui è cresciuto, la musica
CARRARA. Il tennis, e il ruolo dello sport nell’anno difficile della pandemia. La musica, il mare. Ma anche Carrara e l’amicizia, quella con i suoi coetanei: «Loro mi seguono in tutti i mie tornei, mentre io li vedo pochissimo, solo quando sono libero e torno a casa, dalla mia famiglia, nella mia città». I coetanei di Lorenzo Musetti hanno 19 anni, come lui che li ha compiuti lo scorso 3 marzo. Una passione, quella per il tennis, trasmessa da papà Francesco nello scantinato di Nazzano, della nonna Maria.
Questo per Musetti è un periodo speciale. È stato primo nel ranking junior, dopo la vittoria nel gennaio 2019 degli Australian Open Junior. Nella seconda parte del 2020 una vera e propria scalata della classifica Atp, nella quale spiccano le vittorie al Masters 1000 degli Internazionali Bnl d’Italia al Foro Italico contro Wawrinka e Nishikori. Dopo Acapulco, dove è arrivato in semifinale con altre vittorie di pregio, fresco di best ranking (posizione n° 94), oggi esordisce all'Atp Masters 1000 di Miami (contro Michael Mmoh).
Lorenzo un anno di pandemia in cui non ti sei mai fermato.
«Grazie allo sport e al tennis, che io considero passione e lavoro, non mi sono mai fermato e, con le dovute restrizioni ho girato il mondo. È stata la mia salvezza: mi sono allenato e ho giocato sempre».
Un anno di successi in giro per il mondo. Quanto ti manca Carrara?
«Carrara è la mia città, dove sono nato, cresciuto. È la mia famiglia. Quando torno mi piace vedere gli amici e passare tempo con i miei: sono momenti preziosi perché la mia carriera, il mio lavoro, mi portano in giro per il mondo, sempre di più».
Come hai vissuto il periodo del lockdown?
«L’ho vissuto allenandomi, tutti i giorni. C’è stato solo un mese in cui non ho toccato la racchetta, perché era il mese di chiusura totale, anche dei circoli e anche per gli agonisti. Mi sono tenuto impegnato con il lavoro atletico, anche da casa. Insomma non ho mai perso il ritmo».
Un ragazzo giovane e un atleta super impegnato. Come passi il tuo tempo libero?
«Mi piace molto andare al mare, al mare di Marina di Carrara e stare con i miei amici. Loro li vedo davvero poco, siamo cresciuti insieme ma il tennis, il mio lavoro, mi porta lontano. Quando torno a Carrara cerchiamo di recuperare il tempo perduto, facendo le cose semplici: andiamo in giro, ci raccontiamo. Certo loro mi seguono, sanno tutto quello che faccio, sono i miei primi sostenitori. Io li vedo sempre meno, ma il tempo è fatto di qualità, non solo di quantità e quindi ci rifacciamo. Divido le mie giornate libere con loro, gli amici di sempre, e con la mia famiglia».
Il tennis, una passione diventata un lavoro. Quali sono le tue altre passioni?
«Mi piace molto ascoltare la musica, anche quella del mio concittadino Francesco Gabbani, alcuni suoi brani sono davvero riusciti. Ma amo tutta la musica, mi aiuta a isolarmi, a stare per “i cavoli miei”. A volte ne ho bisogno. Il mare, un bel brano nelle cuffie e mi rigenero. Se sono nella mia Carrara ci sono anche i miei posti, quelli che mi fanno sentire a casa».—
Alessandra Vivoli
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