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«Fiorentina, ti lascio per troppo amore». L’addio choc alla Viola di Cesare Prandelli

Cesare Prandelli
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Cesare Prandelli

L’ex ct della Nazionale fa un passo indietro «per troppo stress». A guidare la squadra è stato richiamato Iachini

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FIRENZE. Un addio tormentato, dimissioni-choc dalla panchina della Fiorentina che hanno colto di sorpresa quasi tutti. Cesare Prandelli lascia la società viola e lo fa con una lettera di commiato in cui racconta l’«assurdo disagio» provato negli ultimi tempi. Parla di «un’ombra» dentro di sé che lo ha reso sempre più estraneo al mondo del calcio attuale. Una lettera che è un addio a quel mondo a lui incompatibile. «Sono consapevole che la mia carriera può finire qui», aggiunge l’ex ct azzurro.

L’addio molti lo pronosticavano al termine della stagione, ma non adesso. Anche se dopo la bella vittoria di Benevento Prandelli aveva sottolineato a fine gara di sentirsi «vuoto dentro». Ora chi lo conosce bene dice che già domenica sera, subito dopo la gara con il Milan, stava pensando alle dimissioni. Un passo delicato, soprattutto per lui che con i colori viola, con Firenze, con i tifosi, ha instaurato da anni un rapporto speciale. Da tifoso della Fiorentina, non a caso, aveva anche comprato due abbonamenti al Franchi.

Tanto amore per la Fiorentina, per Firenze e per i tifosi viola che invece di essere la benzina giusta per far ripartire bene la squadra, all’improvviso sembrano aver fermato tutto. «In questo momento della mia vita mi trovo in un assurdo disagio che non mi permette di essere ciò che sono». Ed è probabilmente, come dice lui stesso nell’accorata lettera che pubblichiamo a fianco, «il troppo amore per la città», per il ricordo dei bei momenti di sport qui vissuti, che Prandelli non ha immediatamente realizzato «che qualcosa non era esattamente al suo posto» dentro di lui. Resta il fatto che, spesso, la carica emotiva – quando non si sa controllare – finisce per giocare brutti scherzi. Non è facile gestire certe tensioni e, in tal senso, nemmeno i contratti faraonici riescono a eliminare una situazione che pesa come un macigno. Allora è meglio fermarsi, come nel caso di Cesare Prandelli che, rinunciando a quel che la Fiorentina gli deve ancora, ha preferito mollare per ritrovare se stesso. Un gesto che è stato molto gradito dal popolo di fede viola e dai fiorentini in generale, che certifica un’invidiabile onestà intellettuale.

Alla guida della squadra torna Beppe Iachini, arrivato a Firenze già ieri sera insieme al suo staff tecnico. Ora il mister ascolano si sottoporrà al test del tampone prima di incontrare all’interno del Centro sportivo viola intitolato a Davide Astori i calciatori gigliati non convocati con le rispettive nazionali che stanno svolgendo anche loro i test di verifica. Da segnalare come a dare il “bentornato” a Firenze a Iachini siano stati il direttore generale viola, Joe Barone, e il figlio del presidente Rocco Commisso, Joseph. Oggi alle 11 Iachini dirigerà il suo primo allenamento in questa seconda parte della sua esperienza come allenatore della Fiorentina, dopo l’addio a sorpresa di Cesare Prandelli. —



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