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Schwazer fa ricorso sulle urine manipolate
BOLZANO. «Stiamo preparando l'istanza di revisione alla Corte federale svizzera che inoltreremo a metà della prossima settimana. Sarà un documento dettagliato, fondato su fatti già all'epoca esistenti, ovvero la manipolazione delle urine, ma mancavano le prove che adesso ci sono».
Così l'avvocato Gerhard Brandstaetter, in merito alle prossime tappe del caso riguardante Alex Schwazer che, dal 21 giugno 2016, si trova coinvolto in una vicenda legata all'assunzione di doping emersa molti mesi dopo il controllo. Brandstaetter segue Schwazer sin dalla sua prima positività, quella confessata del luglio 2012. «Evidenzieremo non solo la manipolazione ma tutti i comportamenti di interesse penali assunti. Siamo certi che la manipolazione è stata commessa in diverse fasi, prima a Stoccarda, quando le urine sono rimaste incustodite per diverse ore in un magazzino, e successivamente all'interno del laboratorio di Colonia. Perchè abbiamo dovuto attendere oltre un anno per ricevere le urine?». —
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