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Paolo Bertolucci: «Sinner e Musetti sono il futuro. La Davis? Non è più un sogno»

Vezio Trifoni
Lorenzo Musetti e Jannik Sinner
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Lorenzo Musetti e Jannik Sinner

«Lorenzo ha un gioco davvero bello da vedere ed è in un ottimo momento. Il nuovo Ct Volandri può contare su un gruppo di eccellenti giocatori» 

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I risultati davvero incredibili di Lorenzo Musetti, che ha raggiunto la semifinale dell’Atp 500 di Acapulco e conquistato la top 100, permettono di arrivare al tennis italiano a un record storico. Nella classifica mondiale potremo vedere ben nove giocatori tra i primi 100 del mondo. Non era mai successo nella storia del tennis azzurro. Musetti, infatti, si risveglierà intorno al numero 94, e si unirà a Matteo Berrettini, Fabio Fognini, Jannik Sinner, Lorenzo Sonego, Stefano Travaglia, Salvatore Caruso, Marco Cecchinato e Andreas Seppi. L’Italia non aveva mai avuto più di otto top 100 nella classifica Atp, primato raggiunto la prima volta nell’ottobre 2019. Considerato poi che Gianluca Mager è appena fuori dalla top-100, al numero 102, l’Italia può aspirare a diventare la quarta nazione dopo Spagna, Stati Uniti e Francia con ben dieci giocatori fra i primi 100.

Nella stagione che porterà alla prima edizione in Italia delle Atp Finals, l’Italia è sempre più al centro del mondo del tennis. «È davvero un momento magico del tennis italiano – spiega Paolo Bertolucci – e avere 9/10 giocatori tra i primi 100 testimonia che il lavoro svolto in questi anni è stato importante».

Da ex capitano di Coppa Davis e vincitore in campo, pensa che potremo ambire a rivincere questa manifestazione?

«In primis ora c’è solo il nome Davis Cup perché è una manifestazione molto diversa che avvantaggia chi ha un giocatore fortissimo, come Nadal, Djokovic e adesso la Russia di Medvedev, rispetto a un gruppo di giocatori completo come ha l’Italia. Comunque possiamo dire la nostra e se Sinner e Musetti cresceranno non sarà facile batterci. Berrettini e Fognini l’hanno dimostrato nell’Atp Cup dove siamo stati sconfitti solo in finale».

Sinner e Musetti sono il futuro?

«Senz’altro, anche se ancora non li ritengo formati perché l’altoatesino ha 50 partite nel circuito Atp e Musetti forse 10, quindi bisogna aspettare almeno a quando avranno disputato 150 gare nel circuito professionistico e in quel momento potremo fare un bilancio e capire se sono più adatti al veloce o alla terra e se possono arrivare a standard da campioni o da giocatori dentro i primi venti».

Sarà Flippo Volandri, un altro toscano, a capitanare la nostra nazionale. Che ne pensa?

«È un ragazzo serio, che si sa muovere bene e il capitano o l’allenatore bravo lo fanno i giocatori. In questo caso è arrivato al momento giusto, perché ha un bel gruppo e può scegliere e ha soluzioni diverse. Dai giovanissimi agli esperti. A Tirrenia ha fatto un ottimo lavoro con la sinergia tra i coach e il centro tecnico che ha dato risultati davvero straordinari e penso che continuerà a puntare proprio su questo aspetto anche adesso che è capitano di Coppa Davis».

Musetti è di Carrara ma sembra già un globetrotter ed è amato da tutti gli spettatori dei tornei dove gioca...

«Anche lui è di sangue marino e il pubblico apprezza molto il suo modo di giocare. È chiaro che il tifoso, che non conosce certi aspetti tecnici e tattici, osserva il gesto e il colpo e Lorenzo è davvero bello a vedersi, soprattutto con il suo rovescio. È positivo, perché avrà sempre un vantaggio psicologico quando il pubblico tornerà ad assiepare le tribune».

Il tennis italiano cerca un altro Slam e la Coppa Davis. Quale sceglierebbe tra i due?

«Se dovesse arrivare la vittoria in uno Slam penso che avremmo la chance di vincere anche la Coppa Davis, perché vorrebbe dire che quel giocatore è tra i primi quattro al mondo. Quindi vinciamo uno dei quattro tornei Major e poi sono sicuro che avremo grosse possibilità anche di conquistare la Davis». —

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