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inizia la stagione dei motori 

MotoGp, sarà tutti contro tutti già da Losail

MotoGp, sarà tutti contro tutti già da Losail

Scatta il prossimo fine settimana in Qatar l’edizione numero 73: in tanti cercheranno di spodestare Joan Mir

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L’edizione numero 73 del motomondiale è alle porte. Si parte venerdì con le libere della prima gara, domenica, sul circuito qatariota di Losail, che bisserà una settimana dopo. In MotoGp difenderà il titolo Joan Mir (Suzuki), mentre in Moto2 non potrà farlo il riminese Enea Bastianini, promosso alla massima cilindrata. E di una classe è salito Albert Arenas, iridato nella Moto3. Rookie sono anche Luca Marini e lo spagnolo Jorge Martin.

In attesa di capire quando e in che condizioni tornerà Marc Marquez, alla fine dei cinque giorni di test a Losail ha impressionato l’incredibile 1’53”183 stampato da Jack Miller, con la Ducati del team Lenovo, giro record del circuito, ben al di sotto della pole di Vinales del 2019. Almeno in Qatar l’australiano sembra l’uomo da battere. Nelle prove sul passo gara è invece emersa la costanza di Francesco Bagnaia, anche lui in sella alla Ducati ufficiale. Bene la Yamaha con la sua tripletta nella lista dei tempi (nell’ordine Vinales, Quartararo e Franco Morbidelli), dietro solo a Miller. Con lo sviluppo dei motori congelato fino al 2022, il lavoro invernale si è concentrato su ciclistica e aerodinamica. I test hanno mostrato una Ducati velocissima, stabile in frenata, padrona dei lunghi rettilinei. E una Yamaha ancora in evoluzione ma già performante, soprattutto con Maverick Vinales e Fabio Quartararo. Più graduale, ma continua, la crescita di Valentino Rossi che, pur avendo lasciato la scuderia ufficiale, ha una moto del tutto simile a quelle dello spagnolo e del francese. L’Aprilia, costantemente veloce, si candida a sorprendere con Aleix Espargaro e intanto dovrà puntare ad arrivare sempre al traguardo. La Suzuki campione del mondo e la Honda si sono un po’ nascoste. Quest’ultima, in attesa di riavere un Marquez competitivo, si affida a Pol Espargaro per non rivivere la scorsa, disastrosa, stagione: zero vittorie, un’onta che il gigante giapponese non pativa dal 1981. La più indecifrabile prima che sventoli la bandiera a scacchi resta la Ktm. Sulla moto austriaca i migliori tempi – non particolarmente brillanti – li ha ottenuti Miguel Oliveira, mentre Danilo Petrucci si è dedicato soprattutto a conoscere il mezzo, per lui nuovo dopo cinque anni in Ducati.

Per il secondo anno organizzatori, piloti e tecnici dovranno fare i conti con il Covid che nel 2020 ritardò a lungo il via e poi ridusse la stagione a soli 15 gran premi, 14 per la MotoGp. Il calendario del 2021 ne prevede 19 (in stand by Argentina e Usa), concentrati per lo più in Europa fino a metà settembre, con tappa italiana il 30 maggio al Mugello. Quindi una lunga trasferta asiatica, con quattro gare a ottobre, per chiudere a metà novembre a Valencia. Questo il programma attuale, sperando che la battaglia dei vaccini sia vinta e la pandemia regredisca.

La Dorna ha confermato il severo protocollo sanitario che ha permesso di terminare la scorsa edizione. In Qatar è prevista una “bolla” con spostamenti limitati tra gli hotel assegnati e il circuito. In soccorso è arrivata l’offerta del governo locale che ha messo a disposizione del paddock il vaccino Pfizer, su base volontaria. Uno dei più veloci ad approfittarne è stato lospagnolo Marc Marquez, volato appositamente nell’emirato per assumere la prima dose, in vista di un possibile rientro nelle competizioni. —

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