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Juve, quattro punte e un calcio liquido (ma forse troppo)

Enzo Bucchioni
Bernardeschi, ieri ha fatto il terzino
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Bernardeschi, ieri ha fatto il terzino

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Dopo aver sconfitto Pirro a Maleventum, gli antichi romani decisero di cambiare in Beneventum il nome della località campana dove si svolse la battaglia. Corsi e ricorsi storici, c’è il caso che per la Juventus possa tornare a essere Maleventum. Di sicuro questo inatteso crac dei bianconeri, al di là del bene e del male, è il manifesto ufficiale di una stagione da buttare. E’ fallito un progetto ancora prima di cominciare. Un’idea rivoluzionaria ora è solo banale. E il futuro torna a essere un’ipotesi con troppi interrogativi e pochissime certezze. Resterà Ronaldo? Pirlo sarà confermato? Domande incartate nell’eliminazione agli ottavi di Champions, nel decimo scudetto dirottato verso l’Inter da diverso tempo e in tante, troppe cose che non tornano in questa Juventus minore, che alla Juventus vera non assomiglia per niente, direbbe Johnny Stecchino.

Prendiamo Pirlo, tanto per rimanere alla sconfitta con il Benevento. Non è certamente colpa sua se d’improvviso gli hanno detto “ci siamo sbagliati, non allenerai l’Under 23 ma la prima squadra”, però ci mette parecchio quando prepara una partita horror come quella di ieri. Quattro punte che si pestano i piedi e vanno a sbattere contro un muro, Ronaldo sul centro destra per dare a Chiesa la fascia sinistra, Bernardeschi terzino e tante altre invenzioni del suo calcio liquido, giocato a dieci all’ora, non hanno funzionato fin dall’inizio. Bene. Succede. Pirlo però è andato avanti così fino alla fine, quando invece un allenatore più esperto avrebbe cambiato molte cose già nell’intervallo. Morata e modulo per primi.

E adesso, resterà Ronaldo a pettinare le bambole bianconere e a far crescere questa Juventus bambina? Se non cambieranno le cose (e non cambieranno), qualsiasi commentatore calcistico normodotato non può che rispondere no. Nel frattempo chissà cosa penseranno due allenatori vincenti come Allegri e Sarri delle scelte di Agnelli, Nedved e Paratici. Cosa penserà soprattutto John Elkann, che continua a rimetterci un mucchio di milioni di euro. E adesso, dopo aver criticato evidenti errori di programmazione e di mercato, sapete cosa vi dico: altro che scudetto! Questa Juventus rischia di rimaner fuori anche dai primi quattro posti. Intanto è stata raggiunta dall’Atalanta, che fuori dalla Champions potrà tornare alla sua straordinaria normalità fatta di tanta fame e spettacolarità del gioco. Il Milan che aveva giocato giovedì sera con il Manchester, stanco e a pezzi, è riuscito comunque a vincere a Firenze una partita complicata, non molla di un centimetro il secondo posto. Anche la Lazio continua a crederci come Napoli e Roma. Probabilmente il d-day bianconero sarà il sette aprile, il giorno della partita mai giocata con il Napoli. Trapattoni direbbe “non dire Gattuso se non ce l’hai nel sacco”, ma quelli erano altri tempi. —

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