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Diritti tv, Dazn perde un voto
Il Cagliari si sfila, restano in 10 per la tv in streaming. E il tempo adesso stringe
MILANO. Lo stallo prosegue, ma lo scontro in Lega Serie A si inasprisce. L'ennesimo nulla di fatto sui diritti tv sembrava poter riaccendere qualche speranza per alcuni club di riaprire la partita con i fondi sul progetto della Media Company, ma la secca risposta da parte di Juventus e Napoli ha confermato che appare sempre più complesso convincere tutti a tornare a trattare coi private equity. Le due società infatti si sono dette "indisponibili" a trattare ulteriormente con i fondi interessati alla creazione della Media Company, di fatto tirandosi fuori dalla commissione di cui facevano parte insieme a Bologna, Udinese e Roma. L'incontro con i private equity, spinto dai club che ancora sperano nella trattativa, dovrebbe comunque avvenire ma senza Juventus e Napoli, con la strada che sembra così segnata verso una chiusura definitiva o quasi all'affare con la cordata CVC-Advent-FSI. Una situazione che tuttavia continua a bloccare la vicenda diritti tv. Anche ieri infatti l'assemblea non è arrivata ad una decisione: nel voto il fronte dei favorevoli a Dazn ha perso il Cagliari, che ha lasciato la riunione al momento della votazione (di fatto quindi astenendosi senza però entrare nel gruppo dei contrari), ma le posizioni restano cristallizzate. Dieci club quindi hanno confermato il loro voto per Dazn (Atalanta, Fiorentina, Hellas Verona, Inter, Juventus, Lazio, Milan, Napoli, Parma e Udinese), mentre i soliti nove si sono astenuti (Benevento, Bologna, Crotone, Genoa, Roma, Sampdoria, Sassuolo, Spezia e Torino). Inoltre è stato deciso che l'ad De Siervo proseguirà le trattative con gli offerenti per i diritti tv internazionali «affiancato da un'apposita Commissione». —
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