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LauToro, la sostenibile pesantezza di un gol. Il nostro pagellone

Andrea Rocchi
LauToro, la sostenibile pesantezza di un gol. Il nostro pagellone

Una testata da scudetto? Intanto Cr7 torna a fare il marziano. Da 10 a 0 ecco i voti al weekend di Serie A

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La zuccata di Lautaro Martinez quanto vale? Moltissimo. E’ pesante, decisiva, consegna tre punti che sembravano persi contro un bel Toro, può valere un pezzo di scudetto nerazzurro (Juve e Milan permettendo). L’argentino ha eguagliato il bottino di gol della scorsa stagione: 14 reti in 35 presenze. Quattro di testa in questo campionato, già un record. E può solo far meglio. Nella domenica in cui CR7 rimanda al mittente le critiche post Champions (ma i tifosi bianconeri avrebbero preferito una diversa cronologia delle marcature), siglando una tripletta e uscendo graziato per un fallo da rosso su Cragno, si scopre che in Premier League c’è un attaccante nigeriano che sta facendo rivivere sogni di gloria al Leicester come ai bei tempi di Ranieri che invece in serie A con la Samp, è sempre ogni giorno di più sulla graticola. --

Lautaro (attacante Inter)
10
- Non è solo "El Toro" che batte il Toro. E’ qualcosa di più. Forse sarebbe piaciuto a Osvaldo Soriano che gli avrebbe trovato un posto nella carrellata di incredibili personaggi che ci ha consegnato in "Pensare coi piedi", anche se il Gordo, come gli amici chiamavano lo scrittore argentino tifoso del San Lorenzo , prediligeva i "perdenti vestiti di sogno". Lautaro ha il volto e la mimica di un personaggio da film, ma vuole fare la storia del club nerazzurro e conquistare il primo scudetto con l’Inter. E più che pensare coi piedi, segna con la testa.

Cristiano Ronaldo (attaccante Juventus)
9
- I tifosi bianconeri avrebbero preferito un Ronaldo così in Champions col Porto. Invece desaparecido con i suoi connazionali, CR7 si è rimaterializzato nella sua più tipica versione extraterrestre realizzando una tripletta in 31 minuti micidiale per neutralizzare le ambizioni del Cagliari. Una risposta alle critiche? Sì ma il portoghese aveva già incassato il certificato di deposito di Paratici: «Cr7 via dalla Juve? Solo chiacchiere da bar». Nota negativa: per il fallo su Cragno andava espulso.

Kelechi Iheanacho (attaccante LeicEster)
8
- Fa il fenomeno in Premier questo nigeriano. La sua tripletta al fanalino Sheffield vale il secondo posto al Leicester. Foxes che volano, dunque, grazie alle reti del suo attaccante esterno che è già stato messo nel mirino di alcuni club italiani. Da incorniciare uno dei suoi tre sigilli. E’ vero, di fronte aveva uno delle peggiori difese della Premier. Ma questo atletico attaccante nigeriano di 26 anni, già in nazionale, ha dimostrato di saper andare in gol con una certa facilità anche con avversari di altro calibro.

Mattias Svanberg (centrocampista Bologna)
7
- E’ l’uomo in più nel centrocampo del Bologna contro la Samp. Detta i tempi di gioco, si inserisce con il cronometro in mano, ci mette anche il piede quando serve abbinando tecnica a grinta e dinamismo. Ottima l’apertura di piatto che vale il gol del nuovo sorpasso felsineo. Ispirato anche nel servire a Soriano l’assiste per il 3 a 1 finale. E poi l’intesa con Barrow, autentica freccia, funziona a menadito. Un elemento preziosissimo in mezzo al campo per l’undici di Mihajlovic.

Gastòn Brugman (centrocampista Parma)
6
- La palma del migliore in campo, a giudicare dai voti dei quotidiani e i siti sportivi, va a lui, Gastòn Brugman, centrocampista uruguagio.Tra le fila del Parma è lui a costruire il gioco con ordine, diligenza e sapienza tattica, ma soprattutto è bravo anche in fase di contenimento quando chiude tutte le linee di gioco alla Roma di Fonseca. Giganteggia in mezzo al campo e fa respirare con questo successo mister D’Aversa nella corsa per la salvezza nella quale il Parma ha tutte le sue carte da giocare.

Daniele Rugani (difensore Cagliari)
5
- Fino a pochi giorni fa era l’uomo che aveva migliorato la difesa dei sardi. Almeno così dicevano a Cagliari. Ieri, però, contro i suoi ex compagni, ha fatto un buco nell’acqua. Soprattutto nel primo tempo lui e Ceppitelli (un po’ meglio Godin che se l’è cavata con un po’ di esperienza) sono stati letteralmente asfaltati dagli attaccanti bianconeri. Nella ripresa è stato mandato a far la doccia dopo che Ronaldo e compagni gli avevano fatto girare la testa. Ha pagato la giornata strta di tutto il reparto arretrato, anzi di tutta la squadra.

Armando Izzo (difensore Torino)
4
- Due errori che alla fine della gara risultano decisivi. E con questa Inter non puoi permetterteli. Commette il fallo su Lautaro che vale il rigore realizzato da Lukaku. Poi se lo perde in occasione del raddoppio quando il "Toro "(Martinez) sale in cielo a prendersi il pallone di testa. Pensare che aveva iniziato con piglio, mettendoci il fisico come si suol dire e cercando di impostare il duello con l’argentino sul fattore atletico. Poi quelle due ingenuità che rovinano una prestazione che altrimenti avrebbe potuto essere anche sufficiente.

Kevin Lasagna (attaccante Verona)
3
- Dovrebbe dare profondità alla squadra di Juric, tanto che viene cercato spesso dai suoi compagni di squadra. Non è in giornata. Finisce quasi sempre a sbattere contro il muro della difesa avversaria, non punge mai, è lento nel risalire tanto che finisce spesso in fuorigioco. E pensare che gli scaligeri si aspettano da Lasagna quello che finora mancava: l’attaccante da "vedere". Lui ha chiesto un po’ di pazienza per ambientarsi e dopo il digiuno col Parma aveva detto che presto si sarebbe sbloccato. Verona aspetta. E spera.

Claudio Ranieri (allenatore Sampdoria)
2
- È la fine dell’idillio? Ranieri non sa più vincere. Tra i tifosi blucerchiati cresce il numero di chi ne vorrebbe l’esonero (difficile però che Ferrero li accontenti, visti i 2 milioni di ingaggio). Il mister, però, ha sbagliato formazione. E non è la prima volta. Poi se l’è presa con l’arbitro, che può anche aver sbagliato: «È il numero uno al Var, in campo ce ne sono molti migliori di lui - ha detto -: abbiamo preso due gol su due punizioni date al Bologna che erano per noi». I suoi, Quagliarella aparte, non l’hanno aiutato. Va detto.

Marash Kumbulla (difensore Roma)
1
- Stavolta la linea verde nella retroguardia sponsorizzata da Fonseca non paga. Di Kumbulla, il difensore albanese più pagato dall’era Friedkin, si vaticinava la spiccata propensione offensiva dopo i gol con Young Boys e Milan. A giudicare dal mesto rientro da Parma, siamo invece a commentare come la talentuosa promessa del calcio albanese, già apprezzata a Verona, sia ancora un frutto acerbo. Si fa bruciare da Man nell’azione del primo gol parmense, poi lascia scorrazzare liberi nella sua zona Hertnani e Pellè. Sopravvalutato?

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