Il Tirreno

Sport

serie c

Sottili: «Ho accettato questa nuova sfida perché credo alla salvezza della Pistoiese»

Alessandro Benigni
Da sx: il ds Giovanni Dolci, il mister Stefano Sottili e il presidente della Pistoiese, Orazio Ferrari
◗
Da sx: il ds Giovanni Dolci, il mister Stefano Sottili e il presidente della Pistoiese, Orazio Ferrari

Il nuovo tecnico preoccupato solo per il poco tempo a disposizione fra una partita e l’altra per poter ricompattare la squadra

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. «Ho accettato l’incarico perché sono affettivamente legato a Pistoia e a questa società. Quello che abbiamo vissuto ormai sei anni fa non si può dimenticare: quando si soffre insieme, superando le difficoltà, è inevitabile rimanere legati. Ma soprattutto ho accettato perché ho la convinzione che l’obiettivo possa essere raggiunto». Una salvezza, quella della Pistoiese, in cui il neo-tecnico Stefano Sottili crede fortemente. Il tecnico di Figline Valdarno, terzo allenatore nella fin qui sciagurata annata del centenario arancione, si è ripresentato a quella piazza che lo aveva già visto protagonista nella seconda parte di stagione 2014-15. L’impresa che attende il 51enne ex FeralpiSalò è ben più dura di quella di allora: quando subentrò a Lucarelli la squadra era un punto sopra la zona play-out, adesso vi è invischiata fino al collo essendo a quattro lunghezze di distanza dalla salvezza e con le diretti concorrenti che devono recuperare una partita. Ma il quadro di classifica non sembra spaventarlo: «Se sono qua è perché ci sono delle difficoltà – ha ammesso – ma credo che potenzialmente ci siano le condizioni per raggiungere l’obiettivo, anche direttamente. Del resto ci sono 27 punti in palio, ne potrebbero bastare 15 o anche meno». Prima però c’è da rimettere insieme i cocci di una squadra con il morale a pezzi dopo le sei sconfitte maturate nelle ultime otto gare, con appena due punti all’attivo: «È ovvio che quando arrivi da una striscia negativa così lunga ci sia un abbattimento diffuso, a maggior ragione acuito dalla pandemia che ha colpito da vicino il gruppo – ha spiegato – cercherò di avere un impatto dal punto di vista mentale, tutti devono avere la consapevolezza che per raggiungere l’obiettivo serve un certo atteggiamento. Poi bisognerà essere bravi a ricostruire le certezze dei ragazzi nelle loro qualità, perché le vittorie precedenti non sono arrivate per caso. L’allenatore incide solo per il 25% sul rendimento della squadra? Se la pensassi così cambierei lavoro – ha ribattuto – ho la presunzione di poter incidere di più, soprattutto nelle categorie inferiori il manico conta. Ancor di più sul lavoro sul campo che non sulla gestione». Tuttavia anche Sottili, al di là dei sorrisi e dell’ottimismo di facciata, ha le sue preoccupazioni: «Ci aspettano nove partite a distanza ravvicinata, con diversi turni infrasettimanali – ha evidenziato – mi fa paura non avere molte settimane-tipo a disposizione, nonostante la grande predisposizione al lavoro che ho trovato nei ragazzi. In più ci sono gli elementi da recuperare e da rimettere nelle condizioni ottimali. Servirebbe tempo, ma è proprio ciò che a noi manca. In ogni caso – ha chiarito, dando indicazioni piuttosto chiare sulle scelte future – meglio un asino sano che un cavallo zoppo». Insomma, una bella sfida per il tecnico fiorentino: «Mi lascia perplesso che la squadra non sia riuscita a tenere botta nelle difficoltà – ha concluso – dovremo recuperare la compattezza e spirito sbarazzino che avevano contraddistinto l’avvento di Riolfo». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web