Nel Blade Runner del calcio è lui il cyborg che a 21 anni ha già visto cose che noi umani non potremmo immaginarci. 194 centimetri per 88 kg di muscoli, norvegese ma nato a Leeds nello Yorkshire, Erling Haaland è l’evoluzione 4.0 dello stereotipo dell’attaccante di una volta, sgraziato come Chinaglia ma prolifico come Romario. Merita il dieci non sono solo per i 2 gol al Bayern in 9 minuti, ma perché ventenne ha già surclassato Messi e Ibra con 100 reti tra i Pro. Lo sceicco del City sarebbe pronto a staccare un assegno da 90 milioni, ma piace anche al Liverpool e lo sogna Agnelli. Nel giorno in cui il falso nueve è un’invenzione dialettica e trionfa l’ortodossia del centravanti vecchio stampo, sale sul podio Morata, finalmente alternativa a CR7. Infine un mister, l’unico straniero in serie A: Fonseca. È seduto su una polveriera. Ma resiste.
Erling Haaland (ATTACCANTE BORUSSIA DORTMUND)
10 Vabbè. Alla fine del Klassiker Lewandowsky realizzerà una tripletta, ribaltando in favore del Bayern la sfida col Dortmund. Ma i riflettori sono tutti per lui, che tra l’altro ha 12 anni meno del polacco ed è l’attaccante più corteggiato del mondo. Erling Haaland sigla una doppietta in 9 minuti. Era dagli anni 70 che i bavaresi non beccavano due gol in casa così velocemente. Il corazziere norvegese sale a quota 100 gol tra i professionisti e viaggia in questa stagione con 29 reti in 28 partite. Un marziano in Bundensliga.
Alvaro Morata (Attaccante juventus)
9 Dovrebbe giocare sempre quando non c’è Ronaldo. Gli fa bene. Contro la Lazio si è caricato sulle spalle il peso dell’attacco. Ha confezionato un assist al bacio per Rabiot. Ma soprattutto ha realizzato una doppietta che è un’iniezione di adrenalina in vista della sfida col Porto. Considerando il febbraio faticoso che ha passato, per Pirlo è un segnale confortante. In Champions è probabile che riparta dalla panchina, ma stavolta è una carta vincente in mano al mister da giocarsi nell’arco dei 90’.
Diogo Dalot (difensore Milan)
8 Nel Milan che non molla e batte il Verona la prestazione monumentale è quella che a centrocampo ci regala Kessie. Però ci sentiamo di dover premiare il piccolo capolavoro balistico con cui Diogo Dalot chiude il conto con gli scaligeri. Finta di corpo su Ceccherini e destro col tecnigrafo sotto l'incrocio. Un diamante da tre punti. Il resto è una buona gara, sia in contenimento dove Faraoni non punge mai, sia quando si propone. Per il portoghese la miglior prestazione in rossonero.
Paulo Fonseca (Allenatore roma)
7 Paulo Fonseca è un po’ come quel poliziotto che deve disinnescare l’ordigno e si trova alle prese con il più classico degli enigmi: filo rosso o filo blu. Seduto su una polveriera che è l’ambiente giallorosso, Paulo resiste. Unico straniero rimasto ad allenare in serie A, tradizionale lega divora-allenatori, sopravvive ai temporali, come quando perde malamente il derby, si aggrappa al suo carattere deciso ma paziente di fronte agli spifferi societari quotidiani e intanto, zitto zitto, ha portato la sua Roma in zona Champions.
Simy (Attaccante crotone)
6 Non è bellissimo a vedersi. Le lunghe leve di cui è dotato talvolta lo tradiscono in fase di controllo di palla. Lo rendono un po’ sgraziato nei movimenti. Ma quando è all’interno degli undici metri è glaciale. Come nel penalty, battuto magistralmente. Ma anche in occasione della sua doppietta quando mostra una grande freddezza. Per lui, tra l’altra, c’è già quota dieci nella classifica cannonieri. Ma soprattutto le sue reti fanno entrare nella storia del calcio il club calabrese che totalizza le 100 reti nella massima serie.
Joao Cancelo (Difensore manchester city)
5 Stecca proprio nella partita più importante, quella contro lo United, anche se il suo City resta saldamente in testa alla Premier League. Joao Cancelo, un ex che abbiamo imparato ad apprezzare con la maglia dell’Inter prima, poi con quella della Juve, è il peggiore in campo nel superderby. Distratto, impreciso, perde palloni anche facili che solitamente sono suoi. Su quella corsia Shaw dei Red Devisl fa il diavolo a quattro (e scusate il gioco di parole). Lo conosciamo come un pendolino sulla fascia ma ieri ha lasciato aperto il cancello dei Citizens.
Kévin Malcuit (difensore fiorentna)
4 Ci sono alcuni errori che se li commetti sono imperdonabili perché condizionano il risultato. Nel primo tempo, a parte un cross ed una percussione sulla fascia destra, il franco-marocchino non fa nulla. Nella ripresa, oltre a perdere alcuni palloni ed arrivare in ritardo, fa qualcosa di più. Ma sbaglia come quando si perde Kurtic nell’azione del 2 a 2, poi non chiude ma lascia campo aperto su Mihaila che dà al Parma il vantaggio che rischia di far precipitare nel tunnel Prandelli e i suoi. Dire che è stata una giornataccia è volergli bene.
Kaan Ayhan (DIFENSORE sassuolo)
3 Questo ragazzo turco capisce subito che sarà dura. Per lui, ma anche per il Sassuolo. De Zerbi lo inserisce un po’ a sorpresa al centro della difesa. Dove però deve vedersela con Llorente, uno che ha esperienza a palate, e quando è in condizione fa sentire tutto il suo peso. Se lo perde in occasione del gol, ma già precedentemente aveva dimostrato di subire la fisicità di Fernando. Viene sostituito quando gli emiliani provano a recuperare la partita con Defrel (non va meglio). Brutta prova come quella dei neroversi (Consigli a parte)
Wesley Hoedt (Difensore Lazio)
2 Arrivato con una valigia di speranze dal Southampton l’olandesino è in giornata no. Condivide con Escalante la pagella più negativa dei laziali. Rischia di regalare un rigore per un tocco di mano (il penalty c’è tutto, ma non è concesso). Sbaglia la lettura dell’azione in occasione dei due gol. Sul primo: invece di rimanere attaccato a Morata, spalle alla porta, lo fa girare per l’assist chiave a Rabiot. Sul secondo rallenta la corsa invece di arretrare. Rimane nel limbo tattico. Indeciso su cosa fare, non fa nulla senza chiudere il tiro dell’attaccante.
Jurgen Klopp (Allenatore Liverpool)
1 Il Liverpool sta colando a picco. La sconfitta interna all’Anfield contro il Fulham è la sesta consecutiva. Un record negativo. Jurgen Klopp, osannato fino a pochi mesi fa, è adesso sulla graticola. E pensare che il mister aveva cambiato sette giocatori rispetto alla sconfitta con il Chelsea, ma anche stavolta è andata male. La sconfitta fa male e i Reds sembrano aver perso la bussola. Tanto più che l’ennesimo ko complica la corsa per centrare almeno il quarto posto. A punire il Liverpool, stavolta, un gol dell’ex juventino Lemina.