Il presidio
Gli interventi aumentano insieme ai casi L’esercito dei volontari sotto pressione
Le richieste a Misericordia e Pubbliche assistenze si stanno moltiplicando: dai tamponi ai trasferimenti negli hotel Covid
Daniele Dei
EMPOLI. Solo sulla città di Empoli una dozzina di chiamate al giorno del 118 riguardano pazienti Covid da quando, in queste ultime due settimane, sono aumentati i contagi
. Le due associazioni che si occupano di emergenza/urgenza fotografano la stessa situazione e si trovano a fronteggiare nuove sfide in un anno in cui i loro tanti volontari non si sono mai fermati. Alla Misericordia, per esempio, da due settimane è stata riattivata la cosiddetta “autoCovid”, un mezzo di soccorso utilizzato dalla centrale del 118 per invii di controllo di pazienti che si trovano a casa. Era stata sospesa a gennaio, si apprende dall'Arciconfraternita di via Cavour, nel periodo in cui, dopo Natale, la situazione appariva ancora gestibile. «Tanto per dare un dato dell'impegno attuale – spiega il coordinatore della Misericordia, Fabrizio Sestini – siamo passati da meno di cento tamponi giornalieri eseguiti dal nostro personale due settimane fa agli oltre 200 di adesso. Nelle scuole siamo chiamati quotidianamente a effettuare almeno 25 controlli sui ragazzi. Tutto questo quando non abbiamo mai dismesso l'ambulanza aggiuntiva dedicata e il pulmino Covid. Per fortuna con la copertura dei turni abbiamo avuto un'ottima risposta dai volontari, circa 70 di quelli che operano nell'emergenza urgenza sono stati vaccinati negli ospedali di Empoli e Torregalli».
L'ambulatorio mobile della Misericordia di Empoli intanto sta facendo il tour della Toscana: è stato a Paganico, a Sovicille, nei giorni scorsi a Certaldo, seguendo le tappe dello screening “Territori Sicuri” promosso dalla Regione nelle aree più critiche. «Tra i servizi che ci impegnano molto – conclude Sestini – ci sono anche l'apertura diurna della “casa albergo”, l'esecuzione dei tamponi rapidi, la spesa ai positivi in quarantena ma anche la consegna dei pigiami e dei vestiti ai malati ospedalieri in area Covid, che non possono avere nemmeno il parente che gli porta gli oggetti a lui necessari».
Anche alle Pubbliche assistenze riunite si parte in missione tra le cinque e le sei volte al giorno per casi di coronavirus. «Il nostro lavoro segue l'andamento dei contagi che si leggono quotidianamente – spiega la coordinatrice dei servizi di via XX Settembre, Emma Stefanelli – adesso l'impegno è duplice perché da un lato abbiamo tutta la parte ordinaria, dall'altra l'aumento delle uscite Covid le quali richiedono tempi più lunghi, sanificazioni più frequenti. È tornata attiva la “Bravo più”, ovvero l'ambulanza aggiuntiva che ogni settimana le associazioni si dividono per coprire meglio il territorio. Stiamo portando con i pulmini tante persone verso Firenze, Pistoia e Montecatini, dove sono situati la gran parte degli “alberghi Covid” per chi non può stare in isolamento al proprio domicilio. Ogni giorno attiviamo in questo periodo una decina di consegne di farmaci». Quotidianamente, per reggere la mole di lavoro, le Pubbliche assistenze destinano una ventina di volontari al 118 e altrettanti al sociale. «Anche chi può venire un volta a settimana è il benvenuto», conclude Stefanelli. —
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