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Nonno, guarda cosa faccio: Van der Poel, nipote di Poulidor, domina le Strade Bianche

Stefano Fiori
Nonno, guarda cosa faccio: Van der Poel, nipote di Poulidor, domina le Strade Bianche

Rasoiata all’arrivo di Siena, battuti Alaphilippe e Bernal

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Mancava un nome olandese nell'albo d'oro della Strade Bianche, la «Classica del Nord più a Sud d'Europa» e la lacuna è stata colmata dal giovane talento olandese Mathieu Van Der Poel, che lungo la rampa finale di via Santa Caterina ha letteralmente tolto dalla sua ruota due illustri avversari come l'iridato Alaphilippe e l'ex-vincitore del Tour de France Egan Bernal. 26 anni compiuti a gennaio, tanta classe e forza da vendere, Van Der Poel è figlio d'arte, potendo vantare un papà importante come Adrie, vincitore di oltre cento gare tra i professionisti e un nonno leggendario – scomparso appena due anni fa - come il campione francese Raymond Poulidor.

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Oggi il capofila della Alpecin-Fenix ha confermato le sue enormi potenzialità, emergendo nell'ormai abituale, per la Strade Bianche, combattutissimo finale messo in scena dai concorrenti favoriti sullo sterrato micidiale di Monte Sainte Marie e proseguito sugli altri settori di Monteaperti e delle Tolfe. Giornata di sole con tanto vento a salutare la partenza dei concorrenti raggruppati in 25 team, in pratica la maggior parte dell'élite del ciclismo internazionale che ha scelto questa spettacolare competizione a dispetto della concomitante Parigi-Nizza. Tante le scaramucce nei primi chilometri, con numerosi ciclisti italiani all'attacco e gli esponenti della Vini Zabù di Scinto & Citracca in bella evidenza.

Le azioni più significative iniziano però ad una sessantina di chilometri dalla conclusione, grazie a due intraprendenti terzetti composti da Vermeersch, Serrano Rodriguez e Kron poi rilevati al comando dal nostro Formolo, secondo nel 2020 nella Strade Bianche, dal campione lussemburghese Geniets e da Van Avermaet. In vista del settore sempre decisivo di Monte Sante Marie, 11 chilometri molto impegnativi, i fuggitivi vengono riacciuffati e nel gran polverone salgono in cattedra i big più attesi A poco più di quaranta chilometri dal traguardo lanciano infatti la sfida decisiva Van Aert, Van Der Poel, Pogacar, Bernal, Pidcock, Geniets, Alaphilippe, Gogl e Simmons. Per tutti gli altri è notte fonda e questa agguerita pattuglia vola via perdendo però alcuni componenti per strada, prima Geniets poi lo statunitense Simmons, appiedato da una foratura e da una caduta.

In difficoltà anche il superfavorito della vigilia, Van Aert, reduce da un periodo di allenamento in altura sul Monte Teide (Tenerife) evidentemente non ancora bene assorbito. Sul tratto di sterrato di Monteaperti Alaphilippe tenta di assestare il colpo del ko ma Van Der Poel replica con maggiore efficacia sull'ultimo tratto di Strade Bianche delle Tolfe e alla sua ruota rimangono soltanto l'iridato di Francia e il sorprendente Bernal. Il terzetto al comando controlla la blanda reazione degli inseguitori e percorre insieme gli ultimi dieci chilometri, in vista dell'entrata nel cuore di Siena. Ancora una volta è il perfido strappa di via Santa Caterina, trecento metri con pendenze fino al 18%, che laurea il vincitore, poiché lo scatenato Van Der Poel assesta la botta vincente non lasciando scampo ai due pur meritevoli compagni d'avventura. Gli italiani: come quasi sempre su questo traguardo (Moreno Moser è stato l'ultimo vincitore nel 2013), non pervenuti...

ARRIVO: 1) Mathieu Van Der Poel (Alpecin) km.184 in 4h40'29”; 2) Julien Alaphilippe 5”; 3) Egan Bernal 20”; 4)Wout Van Aert 51”; 5) Tom Pidcock 54”; 6) Gogl; 7) Pogacar; 8) S. Clarke; 9) Fuglsang; 10) Bilbao. Ottimo il secondo posto di Elisa Longo Borghini nella Strade Bianche al femminile vinta dall'olandese Chantal Blaak con 9” di vantaggio sull'italiana. Terza l'iridata Van Der Breggen. — RIPRODUZIONE RISERVATA

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