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Diritti Tv: la Lega fa melina, ma è tentata. Il futuro sarà Dazn e lo streaming

Diletta Leotta, volto di Dazn
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Diletta Leotta, volto di Dazn

Anche Sky ha presentato il suo piano fino al 2024. Tutte le big sono per la svolta, e alla fine vinceranno

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MILANO. La partita dei fondi blocca anche i diritti tv in Serie A. Non è infatti ancora arrivato il momento del voto tra le offerte di Sky e Dazn per i club durante l'assemblea, con la votazione rinviata probabilmente alla prossima settimana, ma intanto la Lega si è spaccata in due: da una parte 10 squadre tra cui praticamente le big, dall'altra le altre 10 società compresa la Roma.

Nel corso della riunione di ieri infatti, accesa anche da un duro faccia a faccia tra il presidente del Genoa Enrico Preziosi e il vicepresidente dell'Udinese Stefano Campoccia («siamo amici, è un bravo ragazzo», ha commentato poi il patron rossoblù), la spaccatura tra le società è diventata netta, in quello che per molti è sembrato quasi un ricatto delle piccole.

La giornata nell'hotel milanese dove si sono svolte tutte le ultime assemblee si è aperta con le presentazioni da parte dei vertici delle due emittenti (il ceo Maximo Ibarra e l'executive vice president Marzio Perrelli per Sky, il ceo James Rushton, l'executive vice president Veronica Diquattro e il CCO Jacopo Tonoli per Dazn) delle proprie proposte per la Serie A. Due presentazioni che hanno ulteriormente allargato, secondo alcuni dei presenti, il fronte pro-Dazn, sempre più in vantaggio e ad un passo dall'assegnazione dei diritti. Tanto che fonti vicine al gruppo tv streaming hanno fatto sapere di «essere soddisfatti delle conversazioni avute oggi con la Lega di Serie A e dei feedback ricevuti dai club». Se non fosse, però, per la "rivolta" delle piccole che ha bloccato di fatto il via libera. Dopo le presentazioni, la richiesta fatta dal presidente di Lega Paolo Dal Pino è stata quella di votare se proseguire con la votazione sulle offerte o rinviare nuovamente la decisione: 10 club volevano procedere subito (tra le quali Juventus, Milan, Inter, Napoli, Fiorentina, Atalanta, Lazio, Cagliari e Udinese), mentre le altre 10 (tra cui la Roma) hanno portato di fatto a uno stallo, nella speranza (o illusione per i ben informati) che si possa ancora riaprire la partita con i fondi. Un tema, però, che anche alla luce del diverso peso degli schieramenti (considerando che da un lato ci sono tutte le principali società italiane), sembra ormai di fatto concluso: tanto che, osservano alcune fonti, se già oggi i fondi avessero dichiarato chiusa la trattativa, l'offerta di Dazn sarebbe passata con una larghissima maggioranza.

«Noi vogliamo la qualità del prodotto, che sia uno o l'altro noi privilegiamo la qualità, non la quantità. Con Sky ce l'abbiamo, con Dazn anche, dobbiamo solo capire che direzione prendere», ha spiegato il patron della Sampdoria Massimo Ferrero. «C'è stata una focalizzazione sulle offerte di Dazn e Sky ma adesso si deve riprendere coi fondi, a meno che non ci sia più la convinzione da parte di un numero di società che è maggioritario», l'opinione del presidente del Torino Cairo, che vorrebbe però rivedere la proposta economica da parte della cordata formata da Cvc, Advent e Fsi. Ma l'affare per la Media Company ormai è sempre più vicino a saltare: già nei prossimi giorni potre bbero anche arrivare novità che spingerebbero la Serie A a votare a favore di Dazn. Tutto slitta, formalmente, alla settimana prossima ma è chiaro che il peso dei grandi club fa propendere nettamentye la bilancia a favore di Dazn, Ma comunque si dovranno contare i voti: per la scelta definirtiva del broadcaster servono 14 voti. In forte vantaggio resta Dazn, pronta ad offrire 840 milioni di euro per l'esclusiva di 7 gare a settimana, più altre 3 da condividere con un altro operatore. Per queste tre gare Sky avrebbe offerto 70 milioni di euro.

Decisamente inferiore l'offerta dell'emittente satellitare, che ha già compiuto un notevole sforzo economico per assicurarsi i diritti di Champions ed Europa League per il triennio 2021-24, nonché la nuova Europa Conference. Il gruppo di Murdoch, per trasmettere 10 partite non in esclusiva, ha messo sul piatto 750 milioni, con un possibile incremento in caso di creazione di un canale della Lega. La scelta di Dazn, che è un app che trasmette in streaming e non viaggia sul satellite, rappresenterebbe l'ingresso in una nuova campo per il campo dei diritti tv del pallone. E per i presidenti è cruciale avere garanzie sugli standard di qualità che può offrire la piattaforma. Ma la svolta ormai sembra davvero vicina. Anche perchè nella partita entrerebbe anche Tim come “supporto” tecnico di Dazn; i numeri dell'Agcom parlano di un mercato in cui, su 19,5 milioni di linee, 16,8 sono legate a Tim: le linee non ancora coperte da banda ultralarga in tecnologia rame sono circa 1,6 milioni mentre il resto lo fa la copertura UBB.

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