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Umberto Orsini dice basta, a 26 anni scende dalla bici

Antonio Mari
Umberto Orsini dice basta, a 26 anni scende dalla bici

Una lunga serie di infortuni e le complicazioni conseguenti all’emergenza coronavirus hanno spinto l’atleta (nipote  di Andrea Tafi) a fermarsi

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SANTA CROCE SULL’ARNO. Prima di decidere di appendere la bici al chiodo, Umberto Orsini, ventiseienne professionista di Santa Croce sull’Arno ci ha pensato un bel po’, ma alla fine nemmeno il suo noto e conosciuto zio, il campione del pedale Andrea Tafi, è riuscito a convincerlo sulla decisione di lasciare l’attività.

Un altro atleta professionista toscano del ciclismo che dice basta. La scelta di Orsini, corridore della Bardiani Csf Faizané dopo una stagione 2020 sfortunata (ma anche il 2019 non era stato da meno) e da dimenticare. Decisione sofferta, ma alla fine ha deciso di appendere la bici al chiodo. Nella stagione 2019 una tendinite al ginocchio lo aveva costretto al ritiro dal Giro d’Italia e da allora l’atleta pisano non è riuscito più a riprendersi. L’anno scorso l’arrivo del Covid a complicare le cose, quando a settembre fu il momento di tornare in sella per ripartire, nuovo incidente allo stesso ginocchio. Fu allora che Umberto capì che era difficile ripartire, i dirigenti del Team Bardiani Csf non gli rinnovarono in autunno il contratto, e così Umberto ha deciso dopo i vari problemi fisici, che non era il caso di ripartire.

Il corridore di Santa Croce sull’Arno era una promessa quando a 18 anni in occasione della “Settimana Tricolore” in Trentino, vestì la magliaazzurra nel campionato juniores 2012 con una prestazione superba. Più avanti arrivò il salto nei dilettanti quindi nei professionisti con i primi segnali di difficoltà per il maggiore impegno, il chilometraggio superiore delle gare da affrontare, i ritmi diversi di attività che la maggiore categoria imponeva ed i problemi al ginocchio che affioravano. Un suo collega professionista, Francesco Manuel Bongiorno che abita a San Romano e compagno di allenamento, lo voleva con sé nella squadra neozelandese che ha lanciato qualche settimana fa un nuovo progetto in campo ciclistico, ma Orsini ha preferito rifiutare l’invito dell’amico. «Restano per me – dice Umberto Orsini – ricordi bellissimi del ciclismo, uno sport che insegna tante cose, e a parte il tricolore juniores in Trentino, ricordo con piacere la vittoria per distacco nel Gran premio Ezio Del Rosso a Montecatini da Under 23 nell’ottobre 2016, la partecipazione alle grandi gare come il Giro d’Italia, la Milano-Sanremo e il Giro di Lombardia. Un altro ricordo – conclude Orsini – la maglia azzurra della Nazionale Italiana indossata a Peccioli nella Coppa Sabatini che fu la prima gara da professionista disputata”. Ora cessata l’attività, chissà se rivedremo un giorno Umberto Orsini nel ciclismo, una decisione eventualmente da prendere più avanti magari dopo i consigli che arriveranno dallo zio Andrea Tafi. —

Antonio Mari

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