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Juve sbagliata Ma nel mirino c’è Frabotta...
Il ragazzo diventa il bersaglio dei malumori dei tifosi Mai i guai sono altri, dal mercato all’inesperienza di Pirlo
Salvate il soldato Frabotta, verrebbe da dire. Il capro espiatorio perfetto per i malesseri, nemmeno troppo striscianti,della gens juventina. Sui social, visto che nei bar non si può più discettare di calcio, i tifosi bianconeri, depressi dopo la sconfitta di San Siro ma più in generale da una stagione che non decolla, piena di partenze false, di accelerate e di frenate, se la prendono con l’ultimo arrivato, con l’anello debole della catena bianconera. «Ma come si fa a giocare con Frabotta», «E’ buono per la serie C», «Ma così siamo ridotti’» e via così. Facile, troppo facile sparare sulla Croce Rossa, o meglio ancora guardare la pagliuzza nell’occhio senza accorgersi della trave.
Frabotta, come Portanova, è soltanto il simbolo di un azzardo tutto nuovo dalle parti della Continassa: rischiare i ragazzi della Under 23, che nella gestione di Allegri o di Sarri al massimo guardavano la partita dalla trobuna, raramente dalla panchina. Nell’anno del Covid, delle rose terremotate dai contagi e dagli infortuni, di un calendario compresso fino alla follia, Andrea Pirlo ha avuto carta bianca: sperimenta pure, se vuoi. Un rischio fino a un certo punto: l’ex cervello bianconero e dalla nazionale, improvvidamente chiamato il Maestro alla sua prima apparizione su una panchina che conta, sa bene che il suo posto non è in pericolo, vada come vada. Che una stagione di transizione dopo nove scudetti consecutivi gli sarà perdonata. La squadra, dopotutto, non l’ha fatta lui, ma Fabio Patatici e in parte Pavel Nedved, con l’appoggio dei piani altissimi del club. La scelta del Ronaldocentrismo (è il top mondiale, certo, ma va per i 36), al quale è stato affiancato Morata, bravo ma che non fa ombra al Divino, la scelta di un centrocampo muscolare (Rabiot, Benta ncur) senza un vero regista (Arthur non lo è), Bernardeschi messo ai margini, Khedira (davvero non serviva?) sparito dai radar, la difesa imperniata su de Ligt (bravissimo, ma non basta) e sul romantico blocco Bonucci-Chiellini che fatalmente mostra l’usura del tempo, Chiesa e Kulusevski che si vedono, certo, perchè sono dei talenti ma il cui minutaggio viene centellinato. Insomma, quando il Covid ha risucchiato Cuadrado, vero equilibratore, i difetti di costruzione di questa squadra sono venuti a galla. Prendete Wes MKennie, questa sì una grande intuizione di mercato. L’unico (altro che l’esangue Ramsey) ad avere coraggio e tempi di inserimento, come si è visto a Barcellona: Pirlo di certo lo vede sempre in allenamento, ma prescindere da lui in questo momento sembra davvero un esercizio di masochismo. Per questo qualcuno comincia a pensare che magari la scelta di Pirlo sia stata un pizzico avventata: l’esperienza non si compra, si guadagna sul campo. Tornando a Frabotta, povero ragazzo: ha 21 anni, viene dalla squadra di serie C, si è spinto anche oltre le proprie possibilità. Avrebbe meritato un rodaggio lontano dalle pressioni, si è trovato da solo contro la furia di Hakimi. Eppure, nessuna scusa: il capro espiatorio è lui. Destinatario di una rabbia magari prematura (la Juve è in corsa su tre fronti) ma comprensibile. Salvate il soldato Frabotta, comunque: lui, davvero, non c’entra in questa triste stagione. —
G.B.
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