Il presidio
Lukaku da 10, il toro di Conte nel duello fra milanesi
L’errore di Osimhen, festa a sorpresa con... coronavirus
Il duello in testa fra le milanesi continua. Ma se il Milan, orfano di Ibrahimovic, pare volare per la forza del gruppo (ma è da rivedere il gran gol di Leao), l’Inter ha un giocatore che, da solo, trascina tutti gli altri. Il belga Romelu Lukaku, 12 reti in campionato, si conferma giornata dopo giornata il leader della squadra di Conte, l’allenatore in campo. Alle spalle si rivede l’Atalanta di Gasperini, che pare vivere una nuova vita dopo il divorzio turbolento con il “Papu” Gomez. «Siamo fermi in difesa» ha urlato Gasperini ai suoi quando ha segnato Chiriches, sul 5-0 e a una manciata di minuti dalla fine. Basta questo a capire quanta grinta abbia il tecnico torinese. Fra le note stonate la positività al Covid del giovane nigeriano Osimhen, caduto nella “trappola” di una festa da compleanno a sorpresa. Ma un calciatore professionista a queste cose dovrebbe stare attento. —
10
Romelu Lukaku (calciatore Inter)
Non ce ne voglia Lautaro Martinez, ieri autore diuna splendida tripletta,ma l’anima dell’Inter diAntonioConte continua a essereRomeluLukaku. Il belga dell’Inter,28anni amaggio, è un leaderin campo e fuori. In campo perché si carica sulle spalle una squadra che, quando nonsa che fare, usa uno schema “sicuro”: palla a lui e vediamo cosa si inventa.Ha una forza fisica devastante.Ed è un leader anche fuori, dove sa sempre spendere le parole giuste, tenendo insieme il gruppo.
9
Petra Vhlova (sciatrice slovacca)
La vittoria di ieri inslalom speciale sulla pista di pista “Crveni Spust” sulla collina di Sljeme (Zagabria) consolida il primo posto in classifica della 25 enne slovacca di Liptovský Mikuláš. La sciatrice ha centrato il 40° podio in carriera e la vittoria numero 18, confermandosi in un momento splendido di forma. E, forse non tutti lo sanno, il suo allenatore personale è italiano: si tratta di Livio Magoni, fratello dell’ex campionessa Paoletta che, dopo essere stato alla Fisi, dal 2016 segue la slovacca.
8
Gian Piero Gasperini (allenatore Atalanta)
”Papu” chi? Dopo il caso Gomez, per anni l’anima dell’Atalanta, la Dea avrebbe potuto sciogliersi come neve al sole. E, invece, il tecnico di Grugliasco l’ha rimessa in sesto, lavorando con calma sul recupero di Josip Ilicic, uno che solo qualche mese fa sembrava destinato a lasciare il calcio. Contro il Sassuolo la squadra di Gasperini ha dato l’ennesima dimostrazione di forza dimostrando ancora una volta che, se le cose girano bene, nessun traguardo le è precluso: «Ora siamo più tosti» ha detto alla fine. Da condividere in pieno.
7
Piotr Zielinski (calciatore Napoli)
Il polacco del Napoli è ancora una volta decisivo per Gennaro Gattuso. Contro il Cagliari una bella rete da fuori, ma quella, si sa, è una delle sue armi migliori, ma anche una rete danzando fra i paletti della difesa avversaria, classe, potenza e precisione insieme. Il 26 enne di Ząbkowice Śląskie si conferma uno dei più in forma di una squadra che, pezzo dopo pezzo, può essere la guastatrice del gruppo di testa. Occhio a questo Napoli che, peraltro, ha anche una gara da recuperare.
6
Marco Giampaolo (allenatore Torino)
Con il gelo di questi giorni un brodino è proprio quello che ci vuole. Quello che Marco Giampaolo si è bevuto a Parma è un tonico anche per la classifica pesante del suo Torino, reduce da due sconfitte e due pareggi nelle ultime quattro giornate. E in questo quadro è bello pensare che a togliere le castagne dal fuoco alla squadra piemontese sia stato un giovanissimo (Wilfried Singo, ivoriano classe 2000) che proprio Marco Giampaolo ha scelto di lanciare in prima squadra, facendolo crescere.
5
Roberto De Zerbi (allenatore Sassuolo)
La sua squadra resta una delle realtà più belle di questa prima parte del campionato. Ma, nelle ultime giornate, qualcosa sembra essersi rotto nel Sassuolo, almeno sul piano dell’intensità di gioco. Contro l’Atalanta i neroverdi non sono mai stati in campo e le due sconfitte nelle ultime tre, con in mezzo la vittoria con la Sampdoria, rimasta peraltro in dieci, fanno almeno suonare un piccolo campanello d’allarme. E la tribuna di Djuricic, dopo la lite nel post-Samp, serve comunque a far capire a tutti chi è che comanda.
4
Eusebio De Francesco (allenatore Cagliari)
Cagliari, che succede? La sconfitta con il Napoli allunga una serie negativa davvero preoccupante: la squadra sarda non vince dal 7 novembre (2-0 alla Samp) e in otto partite ha messo insieme appena quattro punti, frutto di altrettanti pareggi. La classifica comincia a farsi preoccupante e il tecnico di Pescara, nel dopo-partita, si è detto «molto preoccupato». Basterà il ritorno di Radja Nainggolan a rimettere in moto la squadra sarda che pareva essere una delle sorprese di questa stagione?
3
Giovanni Stroppa (allenatore Crotone)
Tanti lodano il calcio del Crotone, orchestrato da Giovanni Stroppa. “Gioca a viso aperto”, dicono. E, in effetti, a tratti la formazione calabrese si fa apprezzare per la trama e anche per qualche individualità interessante, fra cui quello Junior Messias che, da ragazzino, faceva il fattorino, giocando nei campionati minori. Il problema è che, oltre a giocare a viso aperto, andrebbe chiusa un po’ di più la porta, perché con 35 reti subite in 15 partite (oltre 2,3 di media a partita) arrivare alla salvezza pare davvero una missione impossibile.
2
Vincenzo Italiano (allenatore Spezia)
Lo Spezia di Vincenzo Italiano è un’altra sorpresa che, giornata dopo giornata, fa di tutto per non restare tale. Nelle ultime otto giornate la formazione ligure ha infilato una serie di cinque sconfitte e tre pareggi che l’hanno cacciata nella parte bassa della classifica. L’entusiasmo delle prime giornate, una squadra che giocava a memoria dopo la bella cavalcata in serie B dell’anno scorso, hanno forse nascosto qualche difetto del gruppo del tecnico agrigentino. Forse la dirigenza spezzina dovrà fare qualcosa in questa sessione di mercato.
1
Victor Osmhen (calciatore Napoli)
Reduce da un infortunio che l’ha tenuto fuori a lungo, il giovane nigeriano è tornato in Campania portando con sé il Covid. Un contagio avvenuto, a quanto pare, a causa di una festa a sorpresa organizzata per il suo compleanno (ha compiuto 22 anni il 29 dicembre) dove tutti erano senza mascherina. Per lui, quindi, un ulteriore periodo di stop. «Mi dispiace per quanto è accaduto – ha scritto sul suo profilo –. Ho sbagliato ad andare in Nigeria, anche se lì ho tanti affetti a cominciare dai miei fratelli. Ho sbagliato a partecipare alla festa, chiedo scusa alla società, al mister, alla squadra e ai tifosi».
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