Il presidio
Bellugi, c’è un leone in corsia «Voglio vivere e camminare»
Dopo l’amputazione delle gambe una lezione di coraggio: sto bene, vado avanti La mia ispirazione è Alex Zanardi: guardo lui, che mostra a tutti come si fa
MILANO. «Scrivi che sto bene e non dire che non è vero». E' quando ha dichiarato Mauro Bellugi a un amico giornalista,. poche ore dopo l’intervento di amputazione delle gambe a causa delle complicazioni del Covid. Dal letto dell'ospedale Bellugi, 70 anni, lotta come un leone e ha chiaro a chi si ispirerà nella nuova vita che lo attende, ad Alex Zanardi un modello per i tanti che a un certo momento della propria vita hanno dovuto fare i conti con una tragedia che li ha costretti a trovare un modo per nuovo per andare avanti. Il pensiero a Zanardi, ha detto Bellugi, va «ogni santo giorno che dio manda in terra. Però lui è un triplo supereroe, io sono solo un uomo con un pò di palle che si ispirerà ad Alex. E sono sicuro che lui uscirà dall'ospedale guarito e rimesso a nuovo, e continuerà a mostrarci come si vive». L'ex calciatore racconta come tutto è iniziato, come è arrivato all'operazione che lo ha privato delle gambe: «Avevo male dappertutto, le gambe, la schiena. Una sera, anche ai piedi e non mi era mai successo. Mi levo i calzini e vedo che sono diventati neri come la pece. Così corro all'ospedale Monzino dal mio amico Piero Montorsi, interista matto, che mi guarda e mi dice: Mauro, inutile girarci intorno, se vuoi vivere bisogna tagliare, altrimenti puoi pure morire in due ore. Avevo la cancrena fino all'inguine e un male che non si può capire».
Messo da parte quello che ormai è passato, Bellugi guarda avanti e programma il futuro, ma con l'umiltà che lo contraddistingue: «Penso all'automobile che guiderò senza le gambe. Io voglio ricominciare a trottare. Ma non chiedo tanto, non chiedo troppo, non esageriamo.
In fondo, sono soltanto un vecchio calciatore in pensione: mi basta camminare da casa al ristorante e dal ristorante a casa». La storia di Bellugi ha scatenato il popolo della rete, con tanti commenti di gente comune e non: «A Mauro Bellugi sono state amputate entrambe le gambe ma il suo cuore batte forte e la sua testa guarda al futuro: un esempio per quelli che hanno perso la speranza", ha scritto il giornalista Maurizio Pistocchi. —
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