Il presidio
Da Bitossi a Merckx, assi dal battito irregolare E Fioravanti disse basta
Franco Bitossi, che oggi ha ottant’anni, sul cuore (matto) ci ha costruito una leggenda. Già. Senza quegli improvvisi attacchi di tachicardia, forse sarebbe stato a livello di Gimondi, ma non se n’è mai fatto un cruccio. Andava, vinceva, scappava ma a volte era costretto a fermarsi per quel battito strano, anomalo. Eppure, ha vinto 21 tappe al Giro d'Italia.
E restando nel ciclismo, non tutti sanno che anche il cuore di Eddy Merckx, e parliamo del Cannibale dei Cannibali, faceva le bizze. Il particolare è emerso dalla sua biografia: negli Anni Sessanta e Settanta, gli sarebbe stata riscontrata infatti una grave anomalia cardiaca che, con le norme attuali, non consentirebbe a un atleta di ottenere l’idoneità fisica per l’attività agonistica. Ai suoi tempi quel problema non fu mai evidenziato o comunque non fu ritenuto importante. Pensate se il ciclismo avesse perduto il più grande di sempre...
Cuori di campioni, spesso bizzarri. Come quello dell’imperatore della rana, l'olimpionico del nuoto Domenico Fioravanti è stato costretto al ritiro a causa di una malattia cardiaca genetica. O di Gregor Fucka, airone sloveno naturalizzato italiano, uno dei più grandi giocatori di basket degli anni Novanta, che soffriva di un'aritmia congenita che non gli impedì di vincere scudetti e campionati europei: nella pallacanestro c’è stato a nche il caso di Riccardo Morandotti, simbolo di Torino.
Antonella Del Core (nomen omen...) si è dovuta fermare per problemi cardiaci quando era una colonna della nazionale femminile di volley, salvo poi tornare sul parquet, lo sciatore svizzero Carlo Janka, vincitore della Coppa ddel Mondo del 2010, fu addirittura costretto a sottoporsi a un delicato intervento chirurgico per risolvere un problema di aritmia, ma dopo pochi giorni era di nuovo ad allenarsi.
E infine i calciatori. La storia più celebre è quella di Nwankwo Kanu, che nel 1996, quando giocava nell’Inter, venne fermato dallo staff medico del club nerazzurro e dovette volare negli States per un’operazione di sostituzione della valvola aortica: poi tornò a giocare, ma senza la brillantezza di prima. Ma diversi anni prima fece molto rumore anche il caso legato a Lionello Manfredonia, che il 30 dicembre 1989 durante Bologna-Roma, accusò un arresto cardiaco in campo e venne salvato dal medico sociale giallorosso Ernesto Alicicco. Ha detto addio al calcio a 33 anni. E anche un grandissimo come Lilian Thuram i è dovuto fermare a 36 anni, poco prima di firmare un contratto con il Psg, a causa di una malformazione cardiaca. —
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