Il presidio
La fortuna non è davvero ovale Ci toccano All Blacks e Francia
RUGBY: IL SORTEGGIO PER LA COPPA DEL MONDO
Alessandro Cecioni
Alè, per la settima volta l’Italia in Coppa del mondo di rugby dovrà vedersela con gli All Blacks nella fase a poule. E non basta, in un girone a cinque dove due accedono ai quarti, obiettivo mai centrato dagli azzurri nelle nove edizioni fin qui disputate, ci è toccata anche la Francia, paese organizzatore della manifestazione. Le altre due compagini che affronteranno gli azzurri dovrebbero essere Namibia e Canada (come al mondiale dello scorso anno in Giappone).
«Sono molto eccitato davanti a queste sfide - dice il commissario tecnico della nazionale Franco Smith – perché sappiamo che per vincere una partita a sorpresa la strada è quella che abbiamo intrapreso. Abbiamo ben chiari gli obiettivi, di fatto da qui al mondiale ci sono 26 partite da giocare, le useremo per sviluppare il nostro gioco e creare il miglior gruppo possibile».
Poi – dice ancora Smith – dalla parte dell’Italia ci potrebbe essere il fattore gioventù. «Il gruppo su cui stiamo lavorando ha un’età media di 24 anni, al mondiale in ne avranno 27, ma noi abbiamo un orizzonte più vasto, guardiamo avanti di otto anni, alla Coppa del mondo 2027, quando in campo avremo una squadra esperta che potrà dare la giusta immagine del rugby italiano».
Da qui al mondiale giocheremo tre volte con la Francia, nei tre Sei Nazioni, ma potremmo anche rischiare di incontrare tre volte gli All Blacks, due nel tour estivo 2021, una a novembre prossimo o nel 2022.
«Per accedere alla fase successiva – dice ancora Smith – Nuova Zelanda e Francia devono battere noi, questo è sicuro». Decisivo anche lo scontro diretto che quasi sicuramente sarà il match inaugurale di France 2023. Una partita che in Coppa del mondo è stata due volte la finale, nel 1987 e nel 2011, e in entrambi i casi hanno vinto gli All Blacks. Il presidente francese Macron, intervenuto un po’ a sorpresa al sorteggio che si è tenuto ieri a Parigi, ha chiesto alla sua nazionale di arrivare almeno in finale. «Nel 2023 sarebbero 12 anni che non ci andiamo, un po’ troppo». Poi ha elencato quali saranno i punti di forza del mondiale francese: «Il savoir faire e la nostra art de vivre. Ma la Coppa del mondo sarà anche l’occasione per creare lavoro e innovazione, per aprire la strada a molti giovani. Un volano per l’economia». Le città ospitanti saranno nove, dieci gli stadi. A chi chiedeva se c’è un piano B nel caso si dovesse giocare a porte chiuse la risposta tagliente degli organizzatori: «Se nel 2023 non ci fosse ancora la possibilità di muoversi liberamente, la Coppa del mondo sarebbe l’ultimo dei problemi». —
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